lunedì 7 settembre 2009
NOEMI LETIZIA A SKY TG24
martedì 1 settembre 2009
IVAN SCALFAROTTO: PROIBIRE MATRIMONI GAY E' APARTHEID
mercoledì 8 luglio 2009
SULLA MORALE PUBBLICA
"Difensori Della Famiglia Di Stu Ca***!".
Queste sono alcune delle parole di fuoco che sono uscite da un meraviglioso fuori onda di un dibattito su Telesveva in cui Roberto Straniero (giornalista) zittisce Francesco Ventola, presidente della BAT (Barletta-Andria-Trani) riguardo alle questioni cosiddette "morali".
Siamo alla vigilia delle elezioni europee. Straniero è veramente carico, ma Ventola non sa proprio che cosa dire: Berlusconi e Noemi, o le avventure erotiche o pseudo tali del premier, sono ovviamente al centro della discussione, avvenuta durante un "rilassante" fuori onda. Per la cronaca la televisione è del consigliere regionale del centrodestra Marmo e Straniero non è certo uno di sinistra ma è collocato nell'area di centrodestra. Semplicemente essendo giornalista, la pensava da giornalista; una dote molto rara negli addetti ai lavori italiani...
lunedì 22 giugno 2009
ANNA PAOLA CONCIA: IL PD DEVE USCIRE DALL'AMBIGUITA'
Beh, onorevole Concia... Per lo meno lei ha mostrato coraggio...
"In realtà lo so che non fischiavano me personalmente. Anche perché è sotto gli occhi di tutti quello che faccio per i diritti degli omosessuali e dei transessuali . Fischiavano il mio partito. Giustamente. Perché non fa abbastanza".
In effetti, lei ha chiesto ripetutamente scusa, dal palco, a nome del PD. Cosa dovrebbe fare di più?
"Su tutti i temi riguardanti i diritti civili e la laicità, il Partito Democratico dovrebbe avere posizioni più nette. D'altronde, questo è il problema che ne ha accompagnato la nascita. Spero che al prossimo congresso si dica finalmente che partito vogliamo essere, che valori e che identità vogliamo avere. Insomma, una fisionomia chiara, perché la gente possa scegliere se votarci o meno. Senza questa ambiguità".
Dopo il suo intervento e i fischi al "Roma Pride", qualche dirigente del partito l'ha contattata, almeno per riconoscerle il coraggio avuto?
"No. Nessuno. Parlamentari del partito sì: mi hanno chiamato in tanti, ringraziandomi. Ma dirigenti... Nessuno".
Nemmeno il segretario Dario Franceschini?
"No. Non mi ha chiamato per esprimermi solidarietà".
Le è dispiaciuto?
"Mah... No. Mi dispiace piuttosto per questo partito cui entrambi, Franceschini e io, teniamo".
"Non lo so, davvero. Perché finora nessuno dei due ha detto che PD vuole, con quali valori, quali ideali. Niente. Nemmeno riguardo all'articolo tre della Costituzione, secondo cui tutti i cittadini sono uguali. Ancora non so cosa ne pensano".
Sembra che ci possa essere anche la candidatura del "laico" Ignazio Marino... Magari le sue posizioni sono più vicine alle vostre.
"Per ora sono solo voci... Si parla anche della candidatura della Binetti! Mi auguro che sia una boutade".
Insisto: Marino? E' una persona che sente politicamente più vicina?
"Beh, Ignazio lo è. E' una persona con cui ho combattuto, e continuo a combattere, tante battaglie. Ma non possono passare solo i nomi. Finché non mi dicono che idea di partito e d'Italia hanno, non me la sento di firmare 'cambiali in bianco' a nessuno".
Da tempo si ipotizza un accordo, a vari livelli, fra il Partito Democratico e i cattolici dell'Udc. E' una cosa che la preoccupa?
"Ma come si fa a decidere con chi accordarsi in futuro senza aver prima definito la propria identità? Come si fa ad allearsi, se prima non si è scelto un proprio profilo netto?".
Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha sostenuto che, visto il tanto indagare sulla sua "attività privata", il premier Silvio Berlusconi è più "discriminato" dei gay.
"Fantastico! La Russa è incommentabile. Non si permettesse di mettere in mezzo la vita di cittadini omosessuali e transessuali che in questo paese sono davvero discriminati. Che tacesse, La Russa!".
Fonte: Affaritaliani.it
giovedì 28 maggio 2009
DANIELA SANTUS, LA LAICITA' DELLO STATO ED IVAN SCALFAROTTO
E' stata presidente del "Comitato per Fini Premier", capolista di An alle ultime comunali di Torino, scrive sul "Secolo d'Italia" ed è tra i promotori di "Farefuturo", la fondazione del Presidente della Camera. Insomma è, come lei stessa precisa, una"finiana di ferro". Eppure Daniela Santus, docente di Geografia Culturale all'Università di Torino, alle europee voterà Ivan Scalfarotto, candidato del PD nella sua circoscizione (Nord Ovest). Lo ha anche scritto in una lettera che ha spedito ad alcuni amici, rassicurandoli sul fatto che da parte sua non c'è "nessuno spostamento a sinistra": "Io sono sempre la stessa, le mie idee sono quelle di sempre, sulla stessa linea del presidente Gianfranco Fini. Ma è proprio per questo motivo che non posso votare PdL. Un partito che è l'incarnazione del premier Silvio Berlusconi". In particolare, la docente di geografia culturale punta il dito contro la riforma Gelmini, la mancanza di rispetto della Costituzione, la vicenda Englaro, la poca difesa della Laicità dello Stato. Raggiunta al telefono, Daniela Santus conferma che quella lettera non è uno scherzo. "Se Fini fosse stato candidato avrei votato lui, chiaro. No, a mio parere non c'è nessuno nella lista del PdL che rappresenti le sue idee. Sì, ho scelto Scalfarotto, un voto alla persona, non al partito. Perché? Ho fatto un pò di ricerche sul periodo precedente alla sua candidatura (perché sappiamo quanto valgano le promesse fatte in campagna elettorale) e ho visto che si è speso per la laicità dello Stato, per il diritto di tutti a non essere discriminati in base al proprio genere o al proprio orientamento sessuale, per il rinnovamento della classe politica". E poi c'è il fatto che Scalfarotto, "come me, fa parte dell'Associazione Luca Coscioni, e non ha avuto paura a prendere le distanze dalla dalemiana equivicinanza e dichiarare che sta con Israele". È proprio dai tempi del viaggio di Fini in Israele che la Santus si è avvicinata all'attuale Presidente della Camera. Gli scrisse anche che aveva "un sogno", cioè "un Kadima italiano costruito dalle migliori menti italiane, di destra e di sinistra". Racconta: "Lui mi rispose di suo pugno che avrebbe partecipato volentieri ad un simile progetto. Da allora tra noi c'è, spero sia anche lui d'accordo, una bella amicizia intellettuale". Dice che al congresso fondativo del PdL l'ha visto "molto solo" e che lei continua a sperare nella nascita del Kadima italiano "magari sotto la guida di Gianfranco Fini". Superfluo domandarle che cosa ne pensi di Berlusconi. Un pò perché risponde "volevo Fini premier, non basta?". Un pò perché ribadisce che non voterà PdL proprio perché è "l'incarnazione" del capo del governo.Fonte: L'Unità
giovedì 21 maggio 2009
MARIASTELLA GELMINI: BOCCIATA
Se un ragazzino di quinta elementare scrivesse queste cose in un tema, che voto gli darebbe la sua maestra? Credo che difficilmente supererebbe la sufficienza. Le frasi qui sopra non sono opera di un ragazzino di quinta elementare, bensì del Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, in una lettera pubblicata ieri dal Gazzettino e che vi consiglio di leggere QUI o QUI. Non scherzo. La lettera, per una strana sottile ironia, parla dell’opportunità di insegnare il dialetto nelle scuole italiane. Piuttosto che preoccuparsi di queste cose, il ministro Gelmini farebbe meglio a dare una ripassatina alla lingua italiana.
Fonte: Ivan Scalfarotto