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venerdì 16 ottobre 2009

LEGGE ANTI OMOFOBIA: CHI HA VOTATO A FAVORE, CHI CONTRO

Sappiamo che la Camera ha cancellato il progetto di legge sull’omofobia, avanzato da Paola Concia e poi approvato in commissione. Ma chi ha votato per cancellare la legge? E chi ha provato a salvarla? Basta fare un salto su OpenPolis per scoprire come hanno votato i deputati italiani: su 285 favorevoli a eliminare la legge se ne contano 193 del PdL, 51 della Lega, 34 UDC, 6 del gruppo Misto e uno (la Binetti) del PD. I gruppi sono stati piuttosto compatti, infatti tutta la Lega ha votato sì, tutta l’Idv ha votato no, come quasi tutto il PD. Nell’UDC c’è stato solo un astenuto, Pierluigi Mantini.
In pratica il centrosinistra al completo (sempre con l’eccezione della
Binetti) ha sostenuto la legge; il centrodestra l’ha bocciata, con qualche dissidente del PdL. Infatti nel partito di Berlusconi ci sono stati 10 astenuti (Bongiorno, Contento, Cosenza, Gava, Milanato, Nirenstein, Rotondi, Sbai, Scalia e Vito) e 9 sì.
Chi sono questi 9 che hanno votato in opposizione al loro gruppo, per mantenere in vita la legge sull’omofobia? Sono ex socialisti liberali o laici di destra: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Giuseppe Calderisi, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni, Mario Pepe, Flavia Perina, Roberto Tortoli e Adolfo Urso. Gli unici che non hanno seguito la disciplina di partito, al contrario di altri socialisti come Cicchitto, la Boniver o Caldoro, che hanno votato sì.


Fonte:
QueerBlog

mercoledì 14 ottobre 2009

DOVE SONO I GAY, LE LESBICHE LE E I TRANS MILANESI?

Non posso che condividere appieno e riportare di seguito quanto scritto quest'oggi su Gay.tv

Dove sono i gay? Dove sono le lesbiche? Dove sono le ed i trans?
Ieri sera a Milano, così come in altre città d’Italia, sono nate manifestazioni spontanee a seguito della bocciatura del testo Concia sulle aggravanti di reato legate all'orientamento sessuale.Alle ore 21.00 sotto la silente (e soddisfatta?) Madonnina si sono riunite una trentina di persone. Dopo venti minuti erano diventate il doppio. Verso le 21.45 erano in circa ottanta. In quella stessa Milano universalmente riconosciuta come la capitale omosessuale d'Italia. Ed il potere quasi soprannaturale che la città sfodera per attrarre a sé da tutto lo stivale gay e lesbiche, (che quotidianamente si danno appuntamento nell locale friendly di turno per esprimere il proprio orgoglio nell'aver comprato l'ultima borsa di Gucci) oggi, quello stesso potere, non è riuscito a far riunire in piazza più di ottanta sconfitti. Alle 22.00 i temerari si sono spostati dal Duomo al sagrato di Palazzo Marino, passando per Galleria Vittorio Emanuele e bussando simbolicamente alla porta di un'amministrazione già sotto le coperte.
"Abbiamo la piena dignità di cittadini di rivendicare ciò che siamo" dice Stefano Aresi di Milk Milano "è allucinante e umiliante pensare che solo venerdì scorso abbiamo presenziato al congresso sui matrimoni tenutosi alla Camera dei Deputati, solo sabato abbiamo gridato con forza l'importanza di una legge alla manifestazione "UGUALI", e ora, nonostante la pressione mediatica che i siti di informazione LGBT hanno contribuito a creare, è stata presentata (per poi essere bocciata) una legge soffice, troppo morbida, ricca solamente di attenuanti generiche, e priva oltretutto dell’aggravante per l'identità di genere".
Delusa anche Stefania Cesta, presidente di Arcilesbica Milano, che giudica quanto è accaduto questo pomeriggio un "colpo basso alla democrazia". "E' stata una doccia fredda per me e per tutta la comunità LGBT" prosegue la Cesta, "è stata sprecata un'opportunità che godeva anche del consenso del Ministro Carfagna. Non capisco però questo cambio di registro da parte del Ministro per le Pari Opportunità: una disponibilità della Carfagna a farsi portavoce di una legge direttamente in Consiglio dei Ministri potrebbe nascondere anche un primo sostanziale segno di cedimento dell'attuale Governo, pronto a cadere".


Con Stefano Aresi del Circolo Milk di Milano











Monica Romano, presidente onoraria de "La Fenice"
e delegata alla Consulta per il
CIG- Arcigay Milano







Indovinate chi sono?


Ivan Scalfarotto

"Mio Marito"

Stefano Aresi, Monica Romano, presidente onoraria de "La Fenice"
e delegata alla Consulta per il
CIG- Arcigay Milano
e Daniele Bra, rappresentante FtoM all'interno de "
La Fenice"




Fonte e Foto: Gay.tv

BOCCIATA LA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA

Alla Camera, ancor prima di discutere, la legge sull'omofobia - o meglio il progetto di legge dell'onorevole Paola Concia - è stata cancellata con un voto che ha visto uniti PdL, Lega e UDC. La pregiudiziale di costituzionalità presentata dai cattolici di centro è stata approvata dai deputati con l’apporto decisivo del PdL e della Lega. Hanno votato contro - per salvare la legge, quindi - PD e IdV. Il voto di oggi dimostra che per i prossimi decenni non avremo nuovi diritti dal Parlamento.Si è visto - come si era visto già con i PACS, i DICO, ecc - che è inutile mediare al ribasso: tanto la lobby anti-gay non farà passare mai nulla o comunque si opporrà a ogni iniziativa di legge. Meglio ripartire dal movimento e, magari, dalle battaglie legali. Poco prima della bocciatura la Camera aveva respinto la proposta di rimandare il testo in commissione. Probabilmente è meglio che sia andata così: meglio una bocciatura palese, con ognuno che si prende le proprie responsabilità, piuttosto che un rinvio senza fine. Almeno sappiamo con chi abbiamo a che fare.

Ivan Scalfarotto scrive oggi sul suo blog:
"Se è vero che lo stato di salute di una democrazia si misura da come tratta le sue minoranze, la democrazia in Italia è in stato comatoso.Ieri sera il nostro Parlamento ha, per l'ennesima volta, affermato che le persone GLBT (almeno il 5% della popolazione, secondo le stime più prudenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità) in questo paese sono persone di serie B. La bocciatura della Legge Concia e la sua aberrante pretesa incostituzionalità sono la conseguenza logica di un sistema che ha rinunciato in partenza all'aspirazione all'uguaglianza propria di ogni democrazia degna di tal nome. Come ho provato a dire ieri a Exit a Castelli e Franceschini, l'odio omofobico è l'effetto di un messaggio molto chiaro che il sistema politico dà al Paese: che i cittadini GLBT sono cittadini di serie B. Questo legittima chiunque (specie qualche testa calda) a comportarsi di conseguenza.Se si vuole eradicare l'omofobia, quindi, bisogna che cambino il linguaggio e la pratica della politica: le cose pazzesche che Berlusconi, Castelli e i loro accoliti dicono nell'indifferenza generale (come è successo anche alla Bindi a "Porta a Porta" pure ieri da studio non mi è parso di sentire grandi parole in mia difesa mentre Castelli abbaiava) li costringerebbero all'esilio in qualsiasi altra parte d'Europa. Il Parlamento faccia poi leggi che equiparino completamente gli omosessuali e i transessuali agli eterosessuali, e lo stesso valga per tutte le altre minoranze e per le donne, che minoranza non sono ma soffrono ugualmente. Certo, se il PD non abbraccerà questa causa presto e totalmente, questo non accadrà mai. Ma che partito di sinistra è un partito che non si schiera con compattezza e convinzione per la parità e per l'uguaglianza? E' per questo che appoggio Ignazio Marino ed è per questo che credo che la laicità di Dario Franceschini sia un bluff: perché quando si parla di uguaglianza ci sono solo due opzioni: essere uguali o disuguali. Se Franceschini, come candidamente ha ammesso, non è favorevole ad approvare una legge che dia alle coppie gay il matrimonio o altra forma giuridica equipollente (come le civil partnership britanniche a cui Marino si ispira), questo vuol dire che Franceschini pensa e pratica che una coppia di due uomini o di due donne non abbia la medesima dignità di una coppia eterosessuale. Questo, per il Segretario di un Partito progressista socialista e democratico europeo è inconcepibile: chiedere a Zapatero, Brown, Papandreu. La logica è così stringente che ieri Dario per zittirmi ha dovuto ricorrerre all'autorità ("Ivan, sono il tuo segretario!") che questo Partito non ha mai avuto utilizzare con nessuno, a partire da quella Paola Binetti che oggi Franceschini vuol cacciare dal Partito. Una delle tante cose che Franceschini vuole fare oggi e che non si capisce perché non abbia fatto ieri".


Se volete rinfrescarvi la memoria, la puntata di Exit è qui sotto (cliccare QUI per la seconda parte e QUI per la terza parte):

mercoledì 16 settembre 2009

LA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA ALLA CAMERA

Dopo i recenti gravi casi di violenza verificatisi in alcune città e le sollecitazioni a contrastare ogni forma di discriminazione e odio fondati sull'orientamento sessuale fatte anche dal Capo dello Stato, ieri è tornata in esame in Commissione Giustizia la proposta di legge 1658 sottoscritta da Anna Paola Concia del PD connessa alla pdl 1882 che ha come primo firmatario il leader di IdV, Di Pietro. La stessa Concia nei mesi scorsi, in veste di relatrice, aveva messo a punto uno schema unificato ampiamente rivisto per tenere conto delle riserve espresse da deputati di maggioranza, ma il no espresso da alcune componenti del PDL e della Lega ad inserire nell'ordinamento il riconoscimento del principio della identità di genere avevano di fatto bloccato l'iter. Ieri la questione è tornata in primo piano e la discussione di merito è stata programmata anche per oggi e giovedì e Anna Paola Concia ha auspicato un'ampia convergenza di chi realmente vuole contrastare la violenza omofoba.

Fonte: Asca

venerdì 4 settembre 2009

MARA CARFAGNA: INCONTRERO’ PAOLA CONCIA PER STUDIARE SOLUZIONE

Il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha accettato la richiesta di un incontro urgente avanzata dalla deputata del PD Paola Concia per parlare delle iniziative legislative contro l'omofobia: l'incontro si terrà dopo la Conferenza internazionale contro la violenza sulle donne, che si concluderà a Roma il 10 settembre. Lo rende noto all'ANSA lo stesso Ministro. In quell'occasione, quindi, ci sarà un confronto sullo strumento da utilizzare per inasprire le pene contro chi commette reati dettati dalla discriminazione. Le ipotesi sono due: accelerare l'iter della proposta della deputata del PD, depositata in Commissione Giustizia, oppure coinvolgere direttamente il governo. "L’obbiettivo è comune: quello, cioè - spiega il Ministro - di rendere più severe le pene per chi compie un reato legato alla discriminazione per orientamento sessuale. Nel frattempo è fondamentale rompere la spirale dell'emulazione, condannare duramente gli episodi di questi giorni".
Fonte: ANSA

mercoledì 24 giugno 2009

CAMPAGNA ARCI CONTRO TUTTE LE DISCRIMINAZIONI

"Il Razzismo è Un Boomerang, Prima o Poi Ti Ritorna". E' lo slogan della campagna promossa dall'Arci contro tutte le discriminazioni che sarà presentata oggi alla Camera. Parteciperanno alla presentazione Paolo Beni, presidente nazionale Arci; Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay; Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci e i parlamemtari Anna Paola Concia e Jean Léonard Touadì.
Si tratta, spiega l'
Arci, "di un'ulteriore tappa dell'impegno dell'associazione contro ogni forma di discriminazione, per cercare di contrastare una deriva culturale preoccupante, un imbarbarimento delle relazioni sociali che porta sempre più a chiudersi nel proprio microcosmo e a vedere nell'altro, nel diverso, il nemico da cui difendersi. A questo degrado - prosegue l'associazione - ha sicuramente contribuito una legislazione repressiva e persecutoria, come il disegno di legge sulla sicurezza in discussione in questi giorni al Senato. Un provvedimento razzista, che distrugge il principio dell'universalità dei diritti, non più esigibili da ogni persona, ma solo da alcune 'categorie' che rispondano a determinati requisiti. Nello stesso Paese, un pezzo di umanità è meno uguale, esclusa dalle garanzie dello stato di diritto e dai benefici di quel che resta del welfare".

QUI l'articolo scritto da Anna Paola Concia pubblicato su L'Unità di oggi.

Fonte: Ansa

lunedì 22 giugno 2009

ANNA PAOLA CONCIA: IL PD DEVE USCIRE DALL'AMBIGUITA'

In vista del congresso del PD, Anna Paola Concia, parlamentare ed esponente della comunità omosessuale spiega ad Affaritaliani.it le ragioni della contestazione dello scorso 13 Giugno durante il Roma Pride. Sul palco infatti è salita anche lei, pronta a prendersi i fischi. A beccarsi, come è avvenuto e come testimonia un video, la contestazione di quel popolo non eterosessuale di cui lei stessa fa parte e che al PD rimprovera di essere quantomeno incerto nel tutelare i suoi diritti.

Beh, onorevole
Concia... Per lo meno lei ha mostrato coraggio...
"In realtà lo so che non fischiavano me personalmente. Anche perché è sotto gli occhi di tutti quello che faccio per i diritti degli omosessuali e dei transessuali . Fischiavano il mio partito. Giustamente. Perché non fa abbastanza".

In effetti, lei ha chiesto ripetutamente scusa, dal palco, a nome del
PD. Cosa dovrebbe fare di più?
"Su tutti i temi riguardanti i diritti civili e la laicità, il Partito Democratico dovrebbe avere posizioni più nette. D'altronde, questo è il problema che ne ha accompagnato la nascita. Spero che al prossimo congresso si dica finalmente che partito vogliamo essere, che valori e che identità vogliamo avere. Insomma, una fisionomia chiara, perché la gente possa scegliere se votarci o meno. Senza questa ambiguità".

Dopo il suo intervento e i fischi al "Roma Pride", qualche dirigente del partito l'ha contattata, almeno per riconoscerle il coraggio avuto?
"No. Nessuno. Parlamentari del partito sì: mi hanno chiamato in tanti, ringraziandomi. Ma dirigenti... Nessuno".

Nemmeno il segretario Dario Franceschini?
"No. Non mi ha chiamato per esprimermi solidarietà".

Le è dispiaciuto?
"Mah... No. Mi dispiace piuttosto per questo partito cui entrambi, Franceschini e io, teniamo".

Torniamo al congresso. Non le chiedo una dichiarazione di voto. Ma tra Franceschini e Bersani, secondo lei, chi può assicurare un maggiore impegno per i diritti della comunità GLBTQ?
"Non lo so, davvero. Perché finora nessuno dei due ha detto che
PD vuole, con quali valori, quali ideali. Niente. Nemmeno riguardo all'articolo tre della Costituzione, secondo cui tutti i cittadini sono uguali. Ancora non so cosa ne pensano".

Sembra che ci possa essere anche la candidatura del "laico" Ignazio Marino... Magari le sue posizioni sono più vicine alle vostre.
"Per ora sono solo voci... Si parla anche della candidatura della
Binetti! Mi auguro che sia una boutade".

Insisto: Marino? E' una persona che sente politicamente più vicina?
"Beh,
Ignazio lo è. E' una persona con cui ho combattuto, e continuo a combattere, tante battaglie. Ma non possono passare solo i nomi. Finché non mi dicono che idea di partito e d'Italia hanno, non me la sento di firmare 'cambiali in bianco' a nessuno".

Da tempo si ipotizza un accordo, a vari livelli, fra il
Partito Democratico e i cattolici dell'Udc. E' una cosa che la preoccupa?
"Ma come si fa a decidere con chi accordarsi in futuro senza aver prima definito la propria identità? Come si fa ad allearsi, se prima non si è scelto un proprio profilo netto?".

Il
Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha sostenuto che, visto il tanto indagare sulla sua "attività privata", il premier Silvio Berlusconi è più "discriminato" dei gay.
"Fantastico!
La Russa è incommentabile. Non si permettesse di mettere in mezzo la vita di cittadini omosessuali e transessuali che in questo paese sono davvero discriminati. Che tacesse, La Russa!".

Fonte: Affaritaliani.it

venerdì 1 agosto 2008

CARFAGNA: OMOFOBIA REATO DI PENSIERO. CONCIA: DI CUI SI PUO' MORIRE

"Di omofobia si muore e i casi di violenza omofobica sono in costante aumento, come dimostrano le cronache". E' quanto ha dichiarato Anna Paola Concia, deputata PD, in un duro intervento nel corso dei lavori della Commissione Giustizia della Camera, replicando alle affermazioni del Ministro Carfagna, secondo la quale l'omofobia sarebbe un "reato di pensiero" e che - pertanto - non può essere affrontata insieme allo stalking.
"L'omofobia - ha detto la Concia - è una pesante forma di razzismo che viola i diritti umani e nella maggioranza che governa il Paese non c'è alcuna consapevolezza di cosa sia. C'è bisogno assolutamente di una legge, perché l'omofobia è una cosa seria, è una emergenza sociale di cui è vittima il 10% della popolazione italiana". Dopo l'intervento della Concia e con il sostegno di tutto il gruppo del PD, l'Ufficio di Presidenza ha stabilito di calendarizzare la discussione della legge contro l'omofobia, di cui la Concia è prima firmataria, a settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari. "E' un primo passo - ha aggiunto la Concia - al termine dei lavori. Farò, supportata dal gruppo del Partito Democratico, una battaglia in Commissione Giustizia, usando ogni strumento che la legge mette a diposizione dei deputati, perchè venga approvata questa legge di civiltà per il nostro Paese".

Fonte: GayNews