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mercoledì 13 maggio 2009

DUE AMICHE

"Ciao tesoro, anche tu qui?"

"Si cara, qui trovo sempre qualità e convenienza!"

"Parole sante!"

"Ma che scarpette favolose, che tu sappia c'è per caso il 41 pianta larga?"

"Ovvio! ...Ma tu li porti i tacchi a spillo?"

"Non quanto vorrei, sai...ho una casa grande. Sali, scendi... beatifica quello, scomunica quell'altro, non finisce mai!"

"Come ti capisco amica cara..."

"Pensa che da quando mi sono trasferito qui non ho neanche più il tempo di andare dalla parrucchiera!!!"

martedì 27 gennaio 2009

“AVVENIRE” POLEMIZZA CON IL PARLAMENTO EUROPEO : CHE C’ENTRANO I DIRITTI DEI GAY COI DIRITTI UMANI?

Mera propaganda che poco ha a che fare con i diritti umani. E' questo il giudizio che Avvenire riserva alla relazione presentata al Parlamento Europeo il 5 dicembre scorso dall'eurodeputato di Rifondazione Comunista Giusto Catania - a nome della Commissione Per Le Libertà Civili, la giustizia e gli affari interni di cui è vicepresidente - e approvata il 14 gennaio. Le relazione - che ha ricevuto 401 voti favorevoli, 220 contrari e 67 astensioni - fa il punto sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione Europea e tenta un bilancio degli ultimi 5 anni, a pochi mesi dalla scadenza del mandato (il 6 e 7 giugno infatti i cittadini europei sono chiamati al voto per il rinnovo del Parlamento). Il documento, di ampio respiro, richiama quindi gli Stati membri ad una serie di responsabilità - in particolare ad agire contro gli incitamenti razzisti e omofobici e le discriminazioni a danno di rom e coppie omosessuali, oltre che ad operare affinché siano eliminate le cause di squilibrio sociale tra donne e uomini - deplorando che i Paesi dell'Unione "continuino a sottrarsi a un controllo comunitario delle proprie politiche e pratiche in materia di diritti dell’uomo e cerchino di limitare la protezione di tali diritti ad un quadro puramente interno".
Di tutt'altro avviso Davide Rondoni che, in un editoriale del quotidiano della Cei (15/1) dal titolo "L’Europa deve smetterla di comandare in campo etico", condanna il documento in quanto, a suo avviso, mina "la credibilità dell’Assemblea di Strasburgo" legiferando su questioni "su cui gli Stati membri hanno il dovere e la libertà di farlo, sulla base delle decisioni maturate democraticamente al loro interno". La condanna di Rondoni investe anche i contenuti della relazione. Il documento, sostiene infatti l'editorialista, prende in considerazione una serie di problemi e ne esclude altri: "Sorprende ad esempio, l'assillante attenzione diffusa ai diritti delle coppie omosessuali e la fuggevolezza del riferimento al drammatico e ben più imponente fenomeno della tratta delle schiave del sesso che appesta l'Europa. Ma, appunto, - è la valutazione di Rondoni - è il rischio di documenti di indirizzo che esprimono posizioni ideologiche più che problemi reali". "Mettere in un mucchio generico solo alcuni temi che interessano per motivi che con i ‘diritti umani’ c’entrano fino a un certo punto - continua l'editorialista di Avvenire - è un’operazione non solo scorretta ma infine lesiva della nobiltà e della serietà del problema dei diritti". Sollevato dal fatto che il documento - frutto di "un'alzata di voce e di mano organizzata da qualche lobby" - non abbia valore vincolante, Rondoni sottolinea comunque che "il gioco è pericoloso": "Andando avanti di questo passo - conclude - per irresponsabilità o per incuria, l'Europarlamento si dimostra più luogo e strumento di propaganda che serio laboratorio per il futuro comune".
Sulla stessa lunghezza d’onda l'inviato di Avvenire a Strasburgo, Franco Serra. "Il documento - si legge nell'articolo intitolato "I diritti umani per l’Europa? Riconoscere le coppie Gay" - invita a rimuovere le discriminazioni contro i gay e le coppie omosessuali e lo fa in termini quantomeno discutibili, spesso offensivi verso valori non soltanto cristiani". Serra non specifica quali siano questi valori ma è solerte nel definire "freddezza" il netto dissenso espresso dal Vaticano nel dicembre scorso in merito alla proposta di depenalizzazione universale dell'omosessualità avanzata dalla Francia in sede ONU.

Fonte: GayNews

martedì 23 dicembre 2008

MISS DRAG QUEEN CI SPIEGA FINALMENTE IL VERO SENSO DEL TERMINE "GENDER"

Scambio di auguri ieri tra Miss Drag Queen Vaticno papa Benedetto XVI, i cardinali e gli altri membri della Curia romana e del Governatorato. Il Papa ha tenuto il suo bel discorsetto-lezioncina.
"Poiché la fede nel Creatore è una parte essenziale del Credo cristiano, la Chiesa non può e non deve limitarsi a trasmettere ai suoi fedeli soltanto il messaggio della salvezza. Essa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l’acqua e l’aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere anche l’uomo contro la distruzione di se stesso".

Quindi compito della Chiesa è anche quello di mettere in guardia l’uomo dall’autodistruzione. E quale potrebbe essere un elemento di questa autodistruzione? Indovinate un po? Ecco il papa-pensiero:
"E' necessario che ci sia qualcosa come una ecologia dell’uomo, intesa nel senso giusto. Non è una metafisica superata, se la Chiesa parla della natura dell’essere umano come uomo e donna e chiede che quest’ordine della creazione venga rispettato. Qui si tratta di fatto della fede nel Creatore e dell’ascolto del linguaggio della creazione, il cui disprezzo sarebbe un’autodistruzione dell’uomo e quindi una distruzione dell’opera stessa di Dio. Ciò che spesso viene espresso ed inteso con il termine 'gender', si risolve in definitiva nella autoemancipazione dell’uomo dal creato e dal Creatore. L’uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo ciò che lo riguarda. Ma in questo modo vive contro la verità, vive contro lo Spirito creatore. Le foreste tropicali meritano, sì, la nostra protezione, ma non la merita meno l’uomo come creatura, nella quale è iscritto un messaggio che non significa contraddizione della nostra libertà, ma la sua condizione".

Ed ecco la soluzione proposta, rifacendosi addirittura alla scolastica cioè, grosso modo, la filosofia cristiana medievale: il matrimonio per tutta la vita tra uomo e donna.
"Grandi teologi della Scolastica hanno qualificato il matrimonio, cioè il legame per tutta la vita tra uomo e donna, come sacramento della creazione, che lo stesso Creatore ha istituito e che Cristo - senza modificare il messaggio della creazione - ha poi accolto nella storia della sua alleanza con gli uomini. Fa parte dell’annuncio che la Chiesa deve recare la testimonianza in favore dello Spirito creatore presente nella natura nel suo insieme e in special modo nella natura dell’uomo, creato ad immagine di Dio. Partendo da questa prospettiva occorrerebbe rileggere l'Enciclica Humanae Vitae: l’intenzione di Papa Paolo VI era di difendere l’amore contro la sessualità come consumo, il futuro contro la pretesa esclusiva del presente e la natura dell’uomo contro la sua manipolazione".

Bisogna aggiungere altro?

Fonte: QueerBlog

martedì 30 settembre 2008

L'ENTITA' - LE FOTO DI PAPA WOJTYLA NUDO - ESCE IL LIBRO SCANDALO

"250.000 copie vendute in Spagna. Il libro scandalo di cui non sentirete mai parlare": è quanto scritto sul nastro rosso che avvolge "L'Entità", "La clamorosa scoperta del servizio segreto vaticano: intrighi, omicidi, complotti degli ultimi 500 anni".
Autore: Eric Frattini. Fazi Editore. Secondo El Pais, "un saggio che supera qualunque romanzo di John Le Carrè". Scopriamo qualche passo.
"Nell’aprile del 1981,
Licio Gelli mostrò ad un membro del PSI alcune fotografie che ritraevano papa Wojtyla completamente nudo nella piscina di Castelgandolfo. Gelli supponeva che se si erano scattate quelle foto con un telebiettivo, si poteva facilmente sparare al Santo Padre con un fucile con mirino telescopico. Gelli mise all'opera gli agenti dell'Entità per recuperare i negativi scomparsi. Il capo dell'Entità battezzò la missione "Operazione Immagine".
Il responsabile delle spie papali sapeva che la maggior parte delle fotografie, che erano state consegnate al sommo pontefice in presenza di Monsignor Poggi, erano passate dalle mani della
Rizzoli a Gelli e poi ad Andreotti.
Il capo dello spionaggio vaticano convocò due sacerdoti del Solidatium Pianum e, come sempre, impartì i suoi ordini in modo chiaro, breve e conciso. Gli agenti dovevano localizzare i negativi perduti per due motivi: per evitare la pubblicazione delle foto e lo scandalo che ne sarebbe seguito; e, soprattutto, per sapere come dei semplici fotografi fossero riusciti a puntare i loro obiettivi senza essere intercettati dai servizi di sicurezza, beffandosi degli anelli di protezione che circondavano il papa.
Gli agenti iniziarono le loro ricerche nei laboratori di Roma dove veniva sviluppato il materiale di fotografi professionisti e, in meno di una settimana, l'SP intercettò un tale che cercava di vendere foto molto compromettenti senza specificare chi vi fosse ritratto. L'uomo era aiutante di laboratorio si un'azienda famosa per la sua collaborazione con fotografi di cronaca rosa, i quali hanno bisogno di sviluppare le foto nel più breve tempo possibile. Viveva alla periferia di Roma e un giorno, rientrando dal lavoro trovò il suo piccolo appartamento messo a soqquadro: i cassetti rovesciati per terra, il materasso fatto a pezzi con un coltello e le poltrone completamente squarciate. Qualcuno cercava qualcosa e l’uomo sapeva bene cosa.

Quando entrò nel bagno…


Fonte: NotizieGay