Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post

venerdì 11 settembre 2009

CHIARA LALLI PRESENTA "BUONI GENITORI" A MILANO

Domenica 13 Settembre alle ore 17.00 al Palasharp di Milano, durante la Festa Democratica, si terrà un dibattito dal titolo "LE FAMIGLIE INVISIBILI" a cura del Gruppo di Idee e di Progetto "Diritti e Doveri Cultura e Laicità".
Partecipano: Chiara Lalli, Persio Tincani, Giuliana Bepato, Alberto Bassi, Paolo Ferrarese. Coordinano: Marella Reitani, Marco Volante.
Durante l'incontro Chiara Lalli avrà modo di presentare il suo ultimo libro "BUONI GENITORI. Storie di mamme e di papà gay".
QUI un'intervista all'autrice in un precedente post.

"I figli devono avere una madre e un padre". "E' contro natura". "Una lesbica non ha istinto materno". "I figli degli omosessuali diventano omosessuali". Tante le obiezioni all'omogenitorialità. Tanti i pregiudizi e le paure che scivolano sulla bocca della gente. Ma i gemelli Silvia e Andrea hanno due mamme e due papa. Violetta e Arthur tre genitori. Sono figli di una sola metà del cielo, crescono nell'ultima frontiera della famiglia, la più controversa. Nella società che cambia, qual è la condizione necessaria per l'esistenza di una famiglia? Rispetto e responsabilità, attenzione e amore non sono sufficienti? Il riconoscimento delle famiglie omosessuali non toglie valori alla società, semmai ne aggiunge. E' un allargamento di diritti per alcuni cittadini, non una riduzione per la collettività. Obiezioni e resistenze si sgretolano sotto la mole di ricerche scientifiche che dimostrano come i bambini cresciuti in famiglie omosessuali siano mentalmente sani e socialmente integrati quanto quelli cresciuti in famiglie eterosessuali. Questa è la realtà che emerge dalle pagine di "Buoni Genitori". Chiara Lalli disinnesca automatismi e generalizzazioni scontate lasciando la parola ai protagonisti. Gioie, problemi, difficoltà nell'immaginare un futuro: come in tutte le famiglie, ma con la frustrazione per i diritti negati.

"
BUONI GENITORI. Storie di mamme e di papà gay"
Genere: Saggi
Anno: Giugno 2009
Editore:
Il Saggiatore (Collana Infrarossi)
ISBN 978-88-428-1605-8
Pagine: 262
Prezzo: € 14,00

venerdì 31 luglio 2009

RIAPRE OGGI LA LIBRERIA BABELE DI MILANO

Lo scorso dicembre aveva chiuso i battenti dopo 21 anni di attività, suscitando sconforto e rimpianti nella comunità gay milanese. Adesso, in piena estate, riapre la libreria Babele, la prima a tematica omosessuale d'Italia. Nuova proprietà e nuovo indirizzo, non più in via San Nicolao, ma in Viale Regina Giovanna 22/b, zona di corso Buenos Aires, non a caso in una delle aree più gay-friendly dell'intera città. la saracinesca si alzerà di nuovo oggi alle 10.30, anche se per una formale inaugurazione si dovrà aspettare settembre, quando tutti saranno tornati dalle vacanze. "Ma noi ripartiamo subito, e intanto spargeremo la voce che siamo tornati - dice il nuovo gestore, il 29enne Christian Lunetta, che ha rilevato il marchio dall'ultimo libraio, Rolando Canzano - Per questo resteremo aperti anche la domenica pomeriggio, e non solo nei feriali". Lunetta di Babele era solo un cliente assiduo, ma è al debutto come libraio: "Ho passato, cioè sprecato, 10 anni della mia vita lavorando in un call center. Ultimamente mi occupavo di formazione del personale. Ma non mi piaceva per niente, e invece volevo far qualcosa per la comunità di cui io stesso faccio parte. Così quando mi è stato offerto di acquistare il marchio non ci ho pensato su. Anche se l'ho un pò cambiato: ora ci chiamiamo LA Babele, perchè non venderemo solo libri, ma anche gadget e dvd. Faremo incontri e presentazioni di libri, stiamo studiando convenzioni con locali". Insomma, l'idea di Lunetta, che per il momento opera da solo, ma potrebbe avere un socio dal 2010, è che Babele torni a essere come negli anni Novanta (periodo in cui a Milano c'era un consigliere comunale gay, Paolo Hutter, che celebrò dieci simbolici matrimoni omo in Piazza della Scala), un punto di aggregazione, un riferimento: "Era incredibile che la città più gay d'Italia, molto più di Roma, avesse perso un posto del genere". Concorda Paolo Ferigo, presidente del Cig Arcigay milanese: "Paradossalmente la nostra Babele era morta di troppo successo: noi omosessuali siamo usciti dal ghetto, le nostre tematiche sono state sdoganate e accettate da gran parte della società civile, uno scaffale dedicato all'argomento si trova facilmente in ogni libreria. Ma siccome le librerie specializzate esistono per qualunque cosa, è giusto che ce ne sia anche una gay. Se saprà essere qualcosa più di una operazione commerciale, e non ne dubito, prevedo un grande futuro per la nuova Babele".

Fonte: La Repubblica Milano

giovedì 18 giugno 2009

CHIARA LALLI - BUONI GENITORI - STORIE DI MAMME E PAPA' GAY

Nicola e Matteo, Sofia e Barbara sono i cogenitori di due gemelli. Violetta e Arthur sono nati da una madre surrogata e hanno due papà. Sono solo due delle famiglie che si raccontano in "BUONI GENITORI", che raccontano le loro giornate, la loro normalità.
Eppure, per la legge italiana, non tutte le famiglie sono davvero tali. È questa la prima bugia da combattere, insieme a tutte quelle che pesano sulle famiglie omosessuali e sulla omogenitorialità. Qual è, infatti, la condizione necessaria per l’esistenza di una famiglia? Nel tempo e nei luoghi i modelli e gli assetti familiari sono mutati, ma è rimasta un'unica costante: il vincolo relazionale, non necessariamente biologico. L'affetto è un legame che va oltre quello di sangue.
Ecco perché, fin dal titolo, il libro parla di famiglie e non di famiglia. Famiglie che esistono già, ma che vengono considerate illegittime.


"Buoni genitori. Storie di mamme e papà gay" (Il Saggiatore).
Storie di famiglie omogenitoriali, come quella di Nicola e Matteo, Sofia e Barbara, cogenitori di due gemelli. Le ha raccolte nel suo ultimo saggio Chiara Lalli, docente di Logica e Filosofia della Scienza presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università "La Sapienza" di Roma. "Non è rilevante il nostro orientamento sessuale sulla possibilità di essere buoni genitori", ci spiega l’autrice, che che ieri ha presentato il libro alla Feltrinelli di via Orlando 78 a Roma.

Innanzitutto, ci spieghi come è nata l’idea di scrivere un libro sulla omogenitorialità?
"Lo racconto nella introduzione del libro: ha radici profonde e antiche. Molti anni fa mi sono resa conto di avere assimilato il sospetto diffuso verso la possibilità di adottare da parte dei gay. Questo sospetto, come dicevo, è diffuso ma privo di qualsiasi fondamento. Questo libro è il sintomo e il risultato della mia demolizione di una credenza irriflessa e rivelatasi insensata non appena quella credenza è stata analizzata. Non è rilevante il nostro orientamento sessuale sulla possibilità di essere buoni genitori".


Ci siamo appena lasciati alle spalle il Gay Pride, una manifestazione a cui dal 2005 si è aggiunta l’adesione di una nuova associazione, "Famiglie Arcobaleno", che lo scorso 10 maggio ha promosso in varie città italiane 'La festa delle famiglie'. Qual è a tuo avviso il contributo principale che in questi primi 4 anni di vita l’associazione sta apportando al dibattito sui diritti civili in Italia?
"Intanto Pride e non "
Gay Pride" perché ci stanno pure lesbiche, bisessuali, transessuali e queer. Me lo ha fatto notare tempo fa una amica e mi è sembrata convincente questa precisazione (magari un pò da vecchia maestrina, ma i diritti passano anche per la precisione terminologica e concettuale). Quanto al contributo di "Famiglie Arcobaleno" credo che il più importante sia di mostrarsi e mostrare qual è la loro vita. Basta poco per accorgersi che sono famiglie come tantissime altre. Eppure è un pregiudizio resistente quello che dice che la genitorialità non possa stare con l'omosessualità; che servono un padre e una madre intesi come una figura maschile e una femminile; che ci vuole la famiglia "naturale" e tutti i luoghi comuni simili. Contro tutto questo la conoscenza è molto efficace. Merito di "Famiglie Arcobaleno" è anche di denunciare le conseguenze delle mancate tutele. In Italia la legge non protegge alcuni dei suoi cittadini: se hai un certo orientamento sessuale godi di pieni diritti; se invece sei di quello "sbagliato" devi accontentarti di una tutela mutilata. Senza lamentarti, e magari ottenendo qualche gesto di amicizia e anche qualche accomodamento dettato dalla bontà d'animo, ma ti devi scordare di rivendicare un diritto sacrosanto. Se non sei il genitore biologico di un bambino hai la vita difficile: da quando lo porti dal medico fino allo scenario più drammatico, ovvero la morte del genitore biologico. Unico genitore per la nostra legge. Un nonno potrebbe avere l'affidamento di tuo figlio perchè condivide con lui il patrimonio genetico; magari nient'altro. Tutto questo, è bene sottolinearlo, pesa soprattutto sui bambini, in nome della cui protezione si battono tutti quelli contrari al matrimonio gay. L'unico modo per tutelare i figli sarebbe fare leggi giuste".

Nella quarta di copertina del tuo libro si legge "Ogni famiglia è famiglia a suo modo". Eppure, per la legge italiana, non tutte le famiglie sono davvero tali. E se poi oltre al razzismo istituzionale, ci si mette pure l’omofobia istituzionale (vedi una delle ultime battute del premier: "Mi hanno detto di tutto, manca solo che mi dicano che sono gay..."), di strada da fare sembra essercene ancora parecchia. Tra le testimonianze di famiglie omogenitoriali che hai raccolto, quali sono gli aspetti a tuo avviso più interessanti per capire come stanno cambiando nel tempo e nei luoghi i modelli e gli assetti familiari?
"Gli assetti familiari sono sempre stati eterogenei e difformi dallo stupido modello che di questi tempi è diventato uno scudo contro le richieste di pari diritti. La famigliola felice perché corrisponde a papà eterosessuale XY e mamma eterosessuale XX è il frutto di una fantasia molto ristretta. Ci sono (sempre state) le famiglie allargate o le famiglie omogenitoriali. Basta spostarsi per incontrare culture che organizzano la vita matrimoniale in modo molto diverso dal modello coniugale a due. E così via. Non esiste un modello giusto, non esiste la Vera Famiglia. Le famiglie gay, oggi e in Italia, rappresentano una realtà diversa soltanto perché non godono di alcuni importanti diritti. Quando li ascolti o ci parli non puoi inferire quale sia il loro orientamento sessuale. Non c’è nulla di straordinario. Ma forse è questo l'aspetto più straordinario alle orecchie di chi vorrebbe fare la lista dei buoni e quella dei cattivi, in base – manco a dirlo – all'orientamento sessuale".


Da uno studio pubblicato sul sito dell'associazione risulta che all’8 aprile 2009 in Italia "Famiglie Arcobaleno" è composta da 188 nuclei familiari (139 nuclei femminili; 47 nuclei maschili; 2 nuclei etero), 106 al Nord, 67 al Centro, 13 al Sud e Isole. 83 nuclei hanno già dei figli, l'altra metà li vuole e molti hanno già iniziato il processo per averli. Risultano 38 i bambini nati da ex relazione o matrimonio etero; 59 quelli desiderati e fatti nascere in ambito omosessuale attraverso la procreazione medicalmente assistita all’estero; 12 i bambini nati con donatore amico conosciuto e 6 quelli nati in co-parenting (genitorialità condivisa). A quanto pare, la società italiana ancora una volta mostra di essere più avanti dei suoi legislatori. Come leggi questi dati?
"
E' molto difficile fermare il desiderio di diventare genitori. E siccome è un desiderio legittimo sarebbe anche illiberale e ingiusto farlo; ma soprattutto sarebbe fallimentare, come ostinarsi a svuotare Loch Ness con una paletta. C'è un aspetto drammatico e non immediato di questi dati: chi può permettersi, emotivamente e economicamente, di aggirare gli assurdi divieti italiani può provare ad avere un figlio. Gli altri devono rinunciarvi.
Giocare a fare il moralizzatore delle esistenze altrui è intollerabile. Finché la parità e l'uguaglianza non saranno davvero affermate l'Italia non potrà definirsi un Paese civile
".



"BUONI GENITORI. Storie di mamme e di papà gay"
Genere: Saggi
Anno: Giugno 2009
Editore: Il Saggiatore (Collana Infrarossi)
ISBN 978-88-428-1605-8
Pagine: 262
Prezzo: € 14,00


PROSSIME PRESENTAZIONI DEL LIBRO:

19 giugno 2009, ore 18.00
Palermo, Associazione Stanze al Genio - Via Garibaldi 11

26 giugno 2009, ore 18.00,
con Micaela Ghisleni e Ivan Scalfarotto
Torino, Mood Libreria Caffè - Via Cesare Battisti 3/E

27 giugno 2009, ore 13.30
con Francesco Remotti e Marina Sozzi
Torino, Master in Bioetica e Etica Applicata
Università degli Studi di Torino, Palazzo Venturi, Aula 1.1 - Via Verdi 25

02 luglio 2009 ore 20.30
Lungo in Tevere (in corso di organizzazione)

13 luglio 2009
Bologna (in corso di organizzazione)

Settembre 2009, ore 18.00
con Saveria Ricci
Firenze, Rete Lenford - Via della Robbia 23

Ottobre, ore 18.00
Torino, sala da definire

In corso di organizzazione Ferrara, Trieste, Udine, Milano, Sassari.

Fonte: Arcigay

venerdì 12 giugno 2009

LIBRI APERTI - A PISA LA PRIMA FIERA DEL LIBRO GLBT

Si svolgerà il prossimo anno a Pisa la prima fiera del libro interamente dedicata alla letteratura e all'editoria GLBT. Il progetto, intitolato "LIBRI APERTI" ha vinto il bando di concorso "Percorsi di Innovazione" di quest'anno organizzato da Cesvot. Gli obiettivi del progetto sono due: il primo è la creazione di una rete di associazioni, enti, case editrici, scrittori e singole persone impegnati per la promozione di una cultura inclusiva delle minoranze Glbt e per la valorizzazione del contributo delle persone Glbt alla cultura. Il secondo è la realizzazione di eventi culturali che promuovano la letteratura a tematica Glbt. Secondo quanto prevede il progetto, durante la fiera saranno ospitati sia stand di case editrici e di soggetti del terzo settore, ma saranno anche organizzate presentazioni di libri e dibattiti con rappresentanti di spicco del mondo letterario, scientifico e culturale in genere, sia di livello nazionale che internazionale. Il programma prevederà anche workshop sulle identità eterosessuali, omosessuali e transgender, oltre a gruppi di lavoro per bambini delle scuole da elementari a superiori e laboratori di scrittura creativa. Promotore del progetto è il circolo Arcigay Pride di Pisa.

lunedì 4 maggio 2009

VLADIMIR LUXURIA - LE FAVOLE NON DETTE

Subito dopo la vittoria a "L'Isola dei Famosi", Simona Ventura le chiese cosa avrebbe voluto fare dopo, tornare allo spettacolo o in politica? Lei rispose decisa: "Voglio portare a termine il mio progetto di scrivere favole per bambini. Favole portatrici di messaggi di apertura alla diversità, alla solidarietà e contro il pregiudizio".
Vladimir Luxuria ha mantenuto la parola. Esce in questi giorni infatti "Le Favole Non Dette" edito da Bompiani (€16,50): sei favole che ci portano con delicatezza nel vissuto personale di Luxuria ma soprattutto fanno prendere confidenza con personaggi che della diversità sono protagonisti.
Una bambina che sa guardare nel profondo gli occhi innocenti degli animali sottrae una donna-uomo dalla prigione di un circo. Un
Pinocchio dei giorni nostri, orfano, svagato e consapevole della propria diversità, trova nell’amore di una fata la forza per dire di nuovo sì alla vita. Davide, un bambino con la passione per il canto e che ode la voce misteriosa del vulcano Etna, previene il disastro della sua famiglia e del suo paese. Una brutta anatroccola, sbeffeggiata da tutti, sconfigge il pestifero orco che sporca le acque del lago, e si trasforma in un meraviglioso cigno. Tra magia e sogno, pregiudizio, amore e indifferenza, Vladimir Luxuria dedica queste favole agli uomini e alle donne di oggi, al mistero dell’animo umano, a quello che non si dice ma che riempie di bellezza le nostre vite.
Vladimir sarà alla Fiera del Libro di Torino a presentare le sue favole. Chi si trovasse da quelle parti potrebbe cogliere l'occasione. L'appuntamento è per il 15 Maggio alle ore 15.00. Un libro da tenere d'occhio, potrebbe essere sul comodino dei nostri figli di domani, come veicolo di messaggi contro ogni pregiudizio e per trasmettere un'educazione più solidale verso il prossimo. E'un buon proposito, di cui ci sentiamo di aver bisogno.

giovedì 19 febbraio 2009

DARIA BIGNARDI - NON VI LASCERO' ORFANI - OGGI ALLA FELTRINELLI DI MILANO

Daria Bignardi, presenta oggi a laFeltrinelli di Piazza Piemonte a Milano, il suo romanzo autobiografico "NON VI LASCERO' ORFANI" (Mondadori), nel quale racconta con commozione e ironia una vita familiare carica di ansie e insicurezze, e il rapporto complesso tra madre e figlia fatto di trasporto e identificazione ma anche di bisogno di separarsi, di quella necessità di scrivere da soli il proprio destino. Due figlie: la più piccola, Daria, e la maggiore Donatella, complici e sempre alleate. Giannarosa, la madre irruente e apprensiva, l’insuperabile latinista che nel 1944, sotto i bombardamenti, incontra il giovane Ludovico e tra loro è subito entusiasmo amoroso e travolgente.
Intervengono Raul Montanari e Filippo Timi.

"Non Vi Lascerò Orfani"
laFeltrinelli Libri e Musica
Piazza Piemonte, 2 - 20145 Milano
Giovedì 19 Febbraio 2009 dalle ore 18:30
Ingresso Libero

venerdì 14 novembre 2008

IN QUESTI GIORNI SONO FUORI DI ME - MEMORIE DI UNA DRAG QUEEN

Fiumi di alcol, cocktail di cocaina e crack, seni di plastica e, per incipit, la solita, annosa domanda sul senso della vita che si fanno i bevitori compulsivi: "Ho appena finito la mia vodka ed eccomi alle prese con il ridicolo, perenne, dibattito interiore in cui discInserisci linkuto se ordinarne un'altra". Protagonista di questo gustoso romanzo memoir di Josh Kilmer-Purcell, dal titolo "In Questi Giorni Sono Fuori Di Me" (Baldini e Castoldi), è un ragazzo di campagna giunto dal Wisconsin alla conquista di New York che di giorno fa il pubblicitario a Soho e di notte si trasforma in una talentuosa drag queen dilettante della scena notturna di Manhattan. Nome d'arte: Aquadisiac, dal pesciolino rosso (vispo come un'anguilla) che s'infila nel seno di plastica per mandare in visibilio i clienti.
Il suo amichetto, Josh, è invece un escort omosex pagato per umiliare i suoi facoltosi clienti: tutti rispettabili padri di famiglia e uomini di successo, come Houdini, disposti a sborsare cifre astronomiche o ad affrontare lunghi viaggi transoceanici pur di farsi incaprettare (in senso tecnico-mafioso) per un week end, in un lussuoso attico newyorkese, dal loro escort preferito. Sono gli ingredienti di questa tragicommedia degli eccessi di cui sono già stati acquistati i diritti cinematografici e che
Clive Barker ha definito "in una parola, meravigliosa". Di certo, scritta con garbo essendo pochi gli autori che possono permettersi di scrivere "troia" ogni due per tre senza mai scivolare nel triviale. Sottotitolo possibile: la strada dell'eccesso porta al palazzo della saggezza. O per dirla con Jack e i suoi sogni di un principe azzurro ad interrompere la leggera discesa agli inferi che ha accompagnato un pezzo della sua vita: "Non sarò una drag queen per sempre. E lui non sarà un escort per sempre. Un giorno saremo gente per bene, con carriere stereotipate, crisi di mezza età e alla fine pensionati con un appartamentino in Florida".
Se lo volete conoscere, Josh ha anche una pagina su MySpace e Facebook. Da cui potrebbe spiegare ai profani le piccole grandi differenze che regnano nel mondo del trasformismo: "Chi si traveste a scopo di feticismo sessuale è un travestito. Chi si traveste per dare spettacolo è una drag queen. E chi chiunque pensi che, abiti a parte, il suo corpo non gli appartenga è un transessuale".

Fonte: NotizieGay

venerdì 7 novembre 2008

STEFANO BOLOGNINI - UNA FAMIGLIA NORMALE

Domani, Sabato 8 novembre alle ore 17.00, sarà presentato, a Milano presso la libreria "Pier Pour Hom" in Viale Gorizia 14, il libro di Stefano Bolognini "Una Famiglia Normale - Come abbiamo disinnescato la Bomba Gay" (ed. Sonda) il primo ritratto di famiglia tradizionale (di destra) con gay. Una madre, un padre, la nonna ottantenne, un fratello e il cugino e rispettive compagne conviventi, si confrontano con brevi interviste, con l'omosessualità del figlio, nipote, fratello e cugino: l'autore. C'è spazio anche per il fidanzato e la madre del fidanzato di Bolognini che chiama rispettivamente "marito" e "suocera".
"Si soffre, effettivamente - spiega Maria Laura Rodotà, nell'introduzione al testo - poi la vita di un figlio può ri-diventare un pezzo della propria vita, della famiglia. Ma quando se ne parla la prima volta le mamme si sentono in colpa, i papà ci rimangono "di merda" . Poi anni dopo dicono che un figlio al Gay Pride lo accompagnerebbero; certo magari non in Italia, ad Amsterdam o a Madrid. In compenso, le zie possono reagire placide e dire 'l’omosessualità mi sembrava una cosa comune, ce ne sono tante di persone così' ".
All'incontro saranno presenti, oltre all'autore, Rita De Santi e Paola Dell'Orto, mamme di "AGedO", l'associzione di genitori di omosessuali.

martedì 28 ottobre 2008

NON VENIRE

Se qualcuno è dalle parti di Roma ed è appassionato di poesia, oggi alle 18.00 presso la Libreria "Tra Le Righe" Sergio Celluzzi presenta il suo libro "Non Venire - Lettere Scritte Ad Un Amore".
Quando l'amore non ha sesso...

martedì 30 settembre 2008

L'ENTITA' - LE FOTO DI PAPA WOJTYLA NUDO - ESCE IL LIBRO SCANDALO

"250.000 copie vendute in Spagna. Il libro scandalo di cui non sentirete mai parlare": è quanto scritto sul nastro rosso che avvolge "L'Entità", "La clamorosa scoperta del servizio segreto vaticano: intrighi, omicidi, complotti degli ultimi 500 anni".
Autore: Eric Frattini. Fazi Editore. Secondo El Pais, "un saggio che supera qualunque romanzo di John Le Carrè". Scopriamo qualche passo.
"Nell’aprile del 1981,
Licio Gelli mostrò ad un membro del PSI alcune fotografie che ritraevano papa Wojtyla completamente nudo nella piscina di Castelgandolfo. Gelli supponeva che se si erano scattate quelle foto con un telebiettivo, si poteva facilmente sparare al Santo Padre con un fucile con mirino telescopico. Gelli mise all'opera gli agenti dell'Entità per recuperare i negativi scomparsi. Il capo dell'Entità battezzò la missione "Operazione Immagine".
Il responsabile delle spie papali sapeva che la maggior parte delle fotografie, che erano state consegnate al sommo pontefice in presenza di Monsignor Poggi, erano passate dalle mani della
Rizzoli a Gelli e poi ad Andreotti.
Il capo dello spionaggio vaticano convocò due sacerdoti del Solidatium Pianum e, come sempre, impartì i suoi ordini in modo chiaro, breve e conciso. Gli agenti dovevano localizzare i negativi perduti per due motivi: per evitare la pubblicazione delle foto e lo scandalo che ne sarebbe seguito; e, soprattutto, per sapere come dei semplici fotografi fossero riusciti a puntare i loro obiettivi senza essere intercettati dai servizi di sicurezza, beffandosi degli anelli di protezione che circondavano il papa.
Gli agenti iniziarono le loro ricerche nei laboratori di Roma dove veniva sviluppato il materiale di fotografi professionisti e, in meno di una settimana, l'SP intercettò un tale che cercava di vendere foto molto compromettenti senza specificare chi vi fosse ritratto. L'uomo era aiutante di laboratorio si un'azienda famosa per la sua collaborazione con fotografi di cronaca rosa, i quali hanno bisogno di sviluppare le foto nel più breve tempo possibile. Viveva alla periferia di Roma e un giorno, rientrando dal lavoro trovò il suo piccolo appartamento messo a soqquadro: i cassetti rovesciati per terra, il materasso fatto a pezzi con un coltello e le poltrone completamente squarciate. Qualcuno cercava qualcosa e l’uomo sapeva bene cosa.

Quando entrò nel bagno…


Fonte: NotizieGay