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giovedì 30 luglio 2009

A BOLOGNA IL PARROCO OSPITA CORO GAY, LA CURIA INSORGE

A Bologna il coro gay trova casa in parrocchia maa la Curia avverte: "Non ha chiesto il permesso!". Il parroco Don Nildo: "Se cantano che male fanno?". Monsignor Vecchi replica: "Serve un parere del vescovo".
Dopo l'estate potrebbero esibirsi direttamente durante una messa nella
Chiesa di San Bartolomeo della Beverara e allora si sarebbe una gran notizia. Ma anche così come stanno le cose, ce n'è già abbastanza per alzare un gran polverone. I fatti: il coro omossesuale Komos, una formazione composta da 25 uomini (la prima in Italia), chiede al parroco Don Nildo Pirani, di avere a disposizione una sala prove e il sacerdote spalanca le porte della parrocchia. Ma, un pò a sorpresa, ieri è arrivato l'alt della Curia che ha fatto notare che un'iniziativa del genere ha bisogno del parere positivo del vescovo, che invece non c’è.
"Non è in gioco la condivisione o meno dei problemi dei gay - ha spiegato ieri il parroco all'
Ansa - il punto è la concessione di una sala prove. Se cantano, che male fanno? Anzi, sarebbe una preclusione ideologica dire di no". Il coro ha già utilizzato la sala prove della parrocchia nel mese di luglio e ricomincerà a settembre. Prima provavano al Cassero, sede dell'Arcigay bolognese ma a causa dell’acustica non perfetta si è deciso di ripiegare sulla parrocchia di via della Beverara. "Ho chiesto ospitalità una volta a settimana e il parroco ha accettato - racconta il direttore di Komos, Paolo Montanari - e mi ha dato pure la chiave del salone. Mi è sembrata una persona aperta, gentile, pratica e poi gli piace la musica". A confermare la disponibilità è lo stesso Don Nildo, classe 1927 e parroco a San Bartolomeo da 33 anni: "Io non sposo le idee dei gay, ho le mie posizioni e alcune da maturare ma offro semplicemente accoglienza a un gruppo di gay che cantano. Oltre a loro provano il coro parrocchiale e un gruppo che fa danze e canti. La sala viene concessa, dietro offerta libera per le spese, a tutti. Sono esclusi solo partiti e gruppi per iniziative politiche o eversive". Tutto a posto dunque? No.
"Non è nel potere del parroco prendere decisioni del genere - spiega al
Corriere di Bologna il vescovo ausiliare Ernesto Vecchi - ma serve il parere di un ordinario diocesano e cioè o del vescovo o del vicario. Una scelta di questo tipo ha bisogno di un atto della Curia e a me non risulta che ci sia stata alcuna autorizzazione. Mi fermo qui".
Rimane ora da capire che cosa farà la
Curia. Se non interverrà il coro continuerà ad utilizzare la sala prova della parrocchia per prepare i suoi concerti. E magari il desiderio dei ragazzi di Komos potrebbe anche realizzarsi: "Noi siamo disponibili - ha spiegato Montanari - anche a cantare in determinate occasioni durante le funzioni liturgiche". Una disponibilità a cui lo stesso parroco non ha chiuso la porta: "Si vedrà. Noi abbiamo già un nostro coro, dovrebbero mettersi d’accordo tra di loro". Ma, a questo punto, è meglio usare il condizionale.

Fonte: Corriere di Bologna

mercoledì 24 giugno 2009

CAMPAGNA ARCI CONTRO TUTTE LE DISCRIMINAZIONI

"Il Razzismo è Un Boomerang, Prima o Poi Ti Ritorna". E' lo slogan della campagna promossa dall'Arci contro tutte le discriminazioni che sarà presentata oggi alla Camera. Parteciperanno alla presentazione Paolo Beni, presidente nazionale Arci; Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay; Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci e i parlamemtari Anna Paola Concia e Jean Léonard Touadì.
Si tratta, spiega l'
Arci, "di un'ulteriore tappa dell'impegno dell'associazione contro ogni forma di discriminazione, per cercare di contrastare una deriva culturale preoccupante, un imbarbarimento delle relazioni sociali che porta sempre più a chiudersi nel proprio microcosmo e a vedere nell'altro, nel diverso, il nemico da cui difendersi. A questo degrado - prosegue l'associazione - ha sicuramente contribuito una legislazione repressiva e persecutoria, come il disegno di legge sulla sicurezza in discussione in questi giorni al Senato. Un provvedimento razzista, che distrugge il principio dell'universalità dei diritti, non più esigibili da ogni persona, ma solo da alcune 'categorie' che rispondano a determinati requisiti. Nello stesso Paese, un pezzo di umanità è meno uguale, esclusa dalle garanzie dello stato di diritto e dai benefici di quel che resta del welfare".

QUI l'articolo scritto da Anna Paola Concia pubblicato su L'Unità di oggi.

Fonte: Ansa

giovedì 28 maggio 2009

LA LOTTA ALLE DISCRIMINZAIONI OMOSESSUALI SPARISCE DAL SITO DELLE PARI OPPORTUNITA'

"Mara Carfagna è un Ministro delle Pari Opportunità inesistente, inadempiente, insensibile, ci ha persino cancellato dall´elenco delle vittime di discriminazione. Deve dimettersi. Preferiremmo Rotondi o la Meloni, almeno lei accetta il confronto, il dialogo, non ignora le ingiustizie che subisce il mondo omosessuale". Aurelio Mancuso, presidente dell'Arcigay attacca il Ministro delle Pari Opportunità col quale dai suoi esordi è stata guerra perché "non ha mai voluto incontrare le associazioni, ha rilasciato dichiarazioni apertamente ostili, negando più volte e poi correggendo il tiro, che esista in Italia la violenza omofobica, si è lanciata in giudizi sui Pride, sulle iniziative del movimento senza documentarsi". Ma ora c´è un nuovo caso a rinfocolare la polemica tra gli omosesssuali e la Carfagna: "Dal sito del ministero - denuncia Mancuso - sono stati cancellati dall´elenco dei gruppi particolarmente soggetti a discriminazioni omosessuali e trans. E' scomparsa anche la commissione contro le discriminazioni lesbiche, gay e trans, istituita dal precedente ministro Pollastrini".Un fatto grave, insiste Mancuso, invitando a guardare sul sito notiziegay.com la vecchia versione, mentre la sua compagna di lotte ed europarlamentare socialista Pia Locatelli rincara la dose e dice: "Carfagna dovrebbe dimettersi perché è chiaramente insensibile al problema delle discriminazioni delle persone omosessuali, una contraddizione col ruolo che riveste". Lei, il ministro, ufficialmente tace, non vuole rispondere alle accuse. Ci pensa il ministero a ribattere punto su punto negando che la sparizione dei gay dall´elenco dei discriminati sia attuale - "è stata fatta l'anno scorso all'epoca del ministro Pollastrini". Mentre sulla commissione si fa notare che essa "decade col cambio del ministro", anche se è vero che volendo avrebbe potuto ripristinarla. Quello che però filtra dal palazzo e che davanti all'ennesima bufera e alle accuse di essere poco sensibile ai problemi degli omosessuali il ministro conferma le parole di un mese fa: "Mi si vuole etichettare come quella che è contro i gay, ma è una bugia. Certo che anche loro sono discriminati, ma così come lo sono ancora le donne, gli anziani, i disabili, i bambini". E alle proteste delle organizzazioni che difendono i diritti degli omosessuali e denunciano di non essere mai state convocate dal ministro - "persino la Prestigiacomo appena insediata ci chiamò" - la Carfagna ricorda di non aver mai "ricevuto la richiesta ufficiale di un incontro, ma solo improperi tramite lanci di agenzie. Se quell´invito dovesse arrivare non avrei problemi a dire di sì, se non fosse fatto solo per farsi pubblicità". Intanto al ministero annunciano di aver stanziato 400mila euro per campagne di sensibilizzazioni contro le varie forme di discriminazione e che dieci giorni fa è stata istituita all'Ufficio Antidiscriminazioni una cabina di regia con le associazioni più rappresentative tra le quali Arcigay, GayNET, Libellula.

Fonte: La Repubblica - Foto: SuperPop

martedì 3 febbraio 2009

SCALISE: AL CINEMA SI DISCRIMINANO COPPIE GAY

Daniele Scalise, giornalista e scrittore ha segnalato un episodio che definisce "stupido e discriminante". "Al cinema romano Ambassade del circuito Cecchi Gori, biglietti scontati per coppie, unico obbligo che siano formate da un uomo e una donna. Nessuno sconto per gli altri, che siano due uomini o due donne legati tra loro da qualunque vincolo". Lo stesso Scalise, andato al cinema con il suo compagno, al botteghino si è sentito chiedere dalla cassiera: "Siete un uomo e una donna?". "Di fronte al mio stupore per la domanda - dice Scalise - la signora mi spiega che se siamo una coppia eterosessuale (anche di amici) abbiamo diritto a uno sconto, se invece siamo due uomini (o se fossimo state due donne), niente da fare. Io ho subito manifestato la mia disapprovazione e la mia protesta per una norma che ritengo discriminatoria prima ancora che stupida".
Sembra una banalità, ma
Daniele ha ragione. Bisogna iniziare a incazzarsi per le piccole discriminazioni quotidiane.

Fonte: River Blog