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venerdì 23 ottobre 2009

SU YOUDEM TV SI PARLERA' DI OMOSESSUALITA'

YouDem Tv, la televisione del Partito Democratico ha messo in cantiere un ciclo di puntate interamente dedicate all'omosessualità. Una trasmissione a cui hanno messo la sordina in quanto a tutt'oggi nessun comunicato stampa è comparso nelle varie agenzie.
Il responsabile della tv del
Partito Democratico dice che intende parlare di omosessualità senza i soliti stereotipi con l'intento di affrontare problemi e dibattiti.
Dopo una falsa partenza, oggi alle 21, 30 e per dieci venerdì, su
YouDem sbarcherà "O' ", titolo che, ovviamente e molto facilmente, vuole richiamare l'omosessualità
Un menù di ospiti variegato alla prima puntata, infatti in studio ci saranno Andrea Maccarone, presidente del
Circolo Mario Mieli, Maria Grazia Gerina, giornalista de L'Unità, Daniele Priori di GayLib e Antonio Mendoza, corrispondente per la rivista venezuelana "Encuadre".
A condurre il dibattito che si porrà la domanda "Omosessuali o Froci?" e che ancora "a caldo" tornerà sulla bocciatura da parte del parlamento del testo di legge
Concia contro l'omofobia e sulle recenti aggressioni a persone gay in particolare a Roma, saranno gli autori del programma, Claudio Camarca e Beatrice Rutiloni.
"Sono orgoglioso che un programma come "O' ", dichiaratamente orientato sui temi dell'omosessualità - dice Claudio Camarca - abbia potuto trovare ospitalità all’interno di un partito come il Pd, dove pure le posizioni a riguardo sono diverse. Questo testimonia la volontà di confronto che è viva nel partito e significa una presa di posizione chiara e precisa contro il clima oscurantista che si è accentuato negli ultimi mesi nel nostro Paese".


YouDem Tv - Canale 813 di SKY oppure in streaming QUI cliccando su YouDem Live 24h

Fonte: Gaynews24

martedì 13 ottobre 2009

UGUALI - MANIFESTAZIONE NAZIONALE LGBT - LE FOTO

Ecco le foto (sopra con "Mio Marito") che ho scattato a Roma sabato scorso durante la Manifestazione Nazionale "UGUALI". Benchè fosse una evento senza colore politico la cui partecipazione era particolarmente significativa e importante, molti l'hanno snobbata disertando così un impegno civico e civile in favore dei diritti, l'uguaglianza e il rispetto di ciascun individuo. Per assurdo (sto estremizzando ovviamente) c'era più gente all'inaugurazione di MUCCASSASSINA la sera prima...
A tal proposito vi rimando QUI dove un interessante post di Mario Cirrito, pubblicato su "Queer Blog", dal titolo "I gay in piazza? Meglio la disco!", fa il punto della situazione.





Con Daniele "Wiser"

Maria Grazia Cucinotta, Vladimir Luxuria,
Anna Paola Concia, Vanni Piccolo



venerdì 9 ottobre 2009

UGUALI - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - ROMA 10 OTTOBRE 2009


Sono a Roma per partecipare ad "UGUALI", la manifestazione nazionale di domani. Non mancate, mi raccomando. E' importante esserci!
See you there!

giovedì 8 ottobre 2009

PARLA DINO, IL RAGAZZO ACCOLTELLATO A ROMA LO SCORSO AGOSTO

"Io e Giuseppe ci stavamo baciando. E' posibile essere accoltellati per questo? Per "Svastichella" non deve esserci nessun tipo di sconto: deve scontare gli anni in galera o in un istituto psichiatrico per quello che ha fatto". Quando alza la maglietta e mostra il suo corpo segnato da ferite appena rimarginate e un lunga cicatrice sull'addome, Dino, il giovane gay accoltellato lo scorso 22 agosto a Roma davanti al Gay Village, ha negli occhi la paura di quella sera,ma anche tanta rabbia. In una conferenza stampa nella sede dell'Arcigay di Roma, Dino ha ricordato con lucida sofferenza la sera in cui lui e Giuseppe, un altro giovane gay con il quale si frequentava, sono stati aggrediti. "Questo tizio (Alessandro Sardelli detto "Svastichella", ndr) ci ha gridato "vergognatevi" soltanto perchè io e Giovanni eravamo abbracciati e ci stavamo baciando - ha raccontato - Gli ho risposto "perche", cosa faccio di male?". Quando è successo eravamo seduti fuori al Gay Village, vicino a un venditore ambulante di panini. Dopo due minuti sono stato aggredito alle spalle con una botta in testa e una coltellata al polmone. Pensavo di essere morto. Poi mi sono svegliato ritrovandomi tutto il mondo nella stanza di un ospedale'', ha proseguito Dino, che adesso ha una cicatrice sull'addome dovuta all'operazione, una taglio sul fianco per la coltellata e altri quattro tagli dovuti al drenaggio delle ferite. "Io ho avuto a che fare con Sardelli - ha concluso Dino - il mio compagno poi ha avuto la sua reazione, ma non ho potuto vedere nulla. Non so se ci sono stati altri aggressori. In ogni caso quella a me e a Giuseppe sono state due aggressioni diverse".

mercoledì 7 ottobre 2009

UGUALI - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - NON ESSERCI NON E' UGUALE

Sarà aperto da un grandissima bandiera arcobaleno, simbolo unitario del diversificato movimento LGBT (lesbico, gay, bisessuale e transgender), il corteo della manifestazione nazionale UGUALI. "Vogliamo valorizzare tutte le diversità e rivendicare pari dignità e pari diritti" - dichiara la portavoce Fabianna Tozzi - "sarà un grande evento che riporta al centro il valore delle persone con i loro bisogni e la loro richiesta di uguaglianza, per continuare una rivoluzione culturale che possa combattere i pregiudizi, l'odio verso le persone ritenute più deboli e la violenza verso le persone LGBT".
Il concentramento della manifestazione è per sabato prossimo 10 Ottobre 2009 alle ore 15.30 in Piazza della Repubblica e per la prima volta in Italia gli interventi saranno svolti all'inizio dell'iniziativa; poi seguirà il corteo che si svilupperà per le vie del centro di Roma, passando davanti a Termini, percorrendo via Cavour e via dei Fori Imperiali e concludendosi in Piazza della Madonna di Loreto, vicino all'Altare della Patria. Madrina della manifestazione sarà l'attrice Maria Grazia Cucinotta, che ha accettato con entusiasmo questo ruolo. Saranno presenti all'evento anche l'attrice Ottavia Piccolo, Vladimir Luxuria e la giornalista Delia Vaccarello, che presenterà gli ospiti che si alterneranno sul palco. Gli interventi saranno dedicati proprio a raccontare storie di vita delle persone LGBT, per condividere il proprio vissuto e fare conoscere le relazioni e gli affetti di chi non ha ancora pari dignità in questo paese. Oltre alla portavoce del comitato organizzatore, Fabianna Tozzi, presidente nazionale dell'associazione Trans Genere, saliranno sul palco Maria Luisa Mazzarella studentessa di Napoli che il 23 giugno scorso difese un proprio amico gay da un'aggressione in piazza Bellini a Napoli, Agata Ruscica e Angela Barbagallo coppia lesbica di Siracusa che da 26 anni vive insieme, Daniele Stoppello avvocato di Roma che ha seguito tutti gli ultimi casi di aggressione ai danni di persone LGBT nella Capitale, Ettore Ciano genitore di un figlio gay e una figlia lesbica, Orlando Dello Russo e Bruno Di Febbo coppia gay abruzzese che vive insieme da 45 anni, Morena Rapolla ragazza transessuale aggredita assieme ad un’amica nel pieno centro di Potenza, Giordana Curati lavoratrice lesbica, una famiglia omogenitoriale che testimonia la presenza di migliaia di figli nati da genitori gay e lesbiche.Sono decine gli autobus organizzati dalle associazioni da oltre 20 città da nord a sud per partecipare: uguali.wordpress.com/pullman-trasferimenti.
"Saremo in piazza accanto alle nostre famiglie, ai nostri colleghi di lavoro, ai compagni di studio, ai vicini di casa, perché crediamo che il dialogo e la condivisione siano gli elementi decisivi per far avanzare i nostri diritti e la società italiana" - conclude Fabianna Tozzi. E proprio in questo senso sono fondamentali le adesioni e il supporto di organizzazioni nazionali e sindacati come Arci, ANPI, Amnesty International e CGIL, così come la presenza istituzionale dei gonfaloni dei Comuni di Bologna, Firenze, Pisa e Livorno. "Facciamo appello a tutte e tutti coloro che credono nel valore della libertà e dell'uguaglianza a continuare ad aderire e scendere in piazza sabato prossimo".

lunedì 5 ottobre 2009

RICCARDO SCAMARCIO GAY NEL NUOVO FILM DI OZPETEK

Riccardo Scamarcio, il sex symbol più amato dalle adolescenti italiane, interpreterà un omosessuale nel nuovo film di Ferzan Ozpetek: "Mine Vaganti". Le riprese sono iniziate in Salento, dove la pellicola sarà integralmente ambientata.Il regista di origini turche, che studia e lavora in Italia dalla fine degli anni '70, torna così a trattare il tema caro dell'omosessualità, già in primo piano in altri suoi successi come: "Il Bagno Turco" (1997), "Le Fate Ignoranti" (2001) e "Saturno Contro" (2007).
Un argomento reso ancora più attuale dai tragici fatti di cronaca che hanno scosso l'Italia nelle ultime settimane.Scamarcio, reduce dalla delusione veneziana di "
Il Grande Sogno" (la sua interpretazione è stata giudicata da molti, incluso "Variety", troppo severamente), sarà Tommaso Cantone, un figliol prodigo che torna in famiglia dopo molti anni di assenza. Ad attenderlo il padre (Ennio Fantaschini), la madre (Lunetta Savino), la zia (Elena Sofia Ricci), il fratello Antonio (Alessandro Preziosi) e l'amica d'infanzia Alba (Nicole Grimaudo). Un nucleo disfunzionale che non solo ha gravi difficoltà nel comprendere la sua sessualità ma vorrebbe anche obbligarlo a lavorare al fianco di Antonio nel pastificio di famiglia. Scritto dal regista insieme ad Ivan Cotroneo, il film avrà numerose sfumature comiche: "Con questo film dopo anni getto uno sguardo, spero più maturo ma anche più divertente, sul grande tema della famiglia", ha dichiarato il regista Ferzan Ozpetek.

martedì 29 settembre 2009

UGUALI - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - ROMA 10 OTTOBRE 2009

Il 10 ottobre 2009 a Roma si terrà la manifestazione nazionale UGUALI, che rivendica il riconoscimento di eguali diritti e dignità per la comunità LGBT. Il comitato organizzatore invita le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, ed eterosessuali a manifestare.
Di seguito il documento politico.

"Liberi e eguali in dignità e diritti"
(Articolo 1
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

Noi promotori della manifestazione del 10 ottobre vogliamo rispondere alla violenza con il nostro contributo sociale e culturale. Rivendichiamo uguali diritti e doveri, pari dignità, riconoscimento giuridico di tutti gli amori, di tutte le famiglie.

Invitiamo le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, ed eterosessuali a far sentire la loro voce impegnandosi a costruire un’Italia differente, che agisca per un cambiamento vero, profondo che riguarda la cultura e la convivenza.

Il 10 Ottobre 2009 saremo a Roma, come movimento
lgbt, coscienti di convocare una manifestazione in un clima che in generale è violento, che colpisce noi, migranti, donne e altri soggetti sociali ritenuti deboli.

In questo quadro, rivendichiamo come fondamentale necessità democratica e civile interventi legislativi contro l’omofobia e la transfobia, che estendano la legge Mancino anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Sarà solo un primo passo non certo esaustivo né sufficiente. La negazione e l’opposizione al riconoscimento di diritti per le persone e le coppie lgbt è già di per se omofobia e transfobia. La
Costituzione Italiana e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani indicano con chiarezza il principio di uguaglianza che deve impegnare le istituzioni tutte ad agire con interventi informativi e culturali, a partire dalla scuola, dove il fenomeno del bullismo è in preoccupante espansione.

Vogliamo che il 10 ottobre sia una manifestazione in cui ogni persona lesbica, transgender, bisessuale, omosessuale, intersessuale abbia accanto le proprie famiglie, i colleghi di lavoro, i compagni di studio , i vicini di casa, perché crediamo che il dialogo e la condivisione siano gli elementi decisivi per far avanzare i nostri diritti e con essi la società italiana.

UGUALI - Comitato Promotore Manifestazione Nazionale Roma 10 ottobre 2009

Chiediamo a chi parteciperà di rispettare le modalità che abbiamo deciso, che prevedono una manifestazione aperta da una enorme bandiera Rainbow, in cui sfileranno associazioni,
movimenti, sindacati ciascuno con le proprie bandiere. Invitiamo i partiti a leggere con attenzione la piattaforma rivendicativa collegata a questo documento e ad aderire e partecipare solamente se la condividono in toto.
Chiediamo di rispettare la nostra decisione di escludere striscioni e bandiere dei partiti, nel pieno riconoscimento della nostra autonomia e del senso stesso della manifestazione.

QUI il Documento Politico in pdf
QUI la Piattaforma RIvendicativa LGBT

uguali.wordpress.com

giovedì 24 settembre 2009

SCOTLAND YARD CERCA GAY, LESBICHE E TRANS COME GUARDIE DELLA REGINA

Scotland Yard ha pubblicato un annuncio in cui si invitano gay, lesbiche e transessuali ad entrare nel prestigioso SO14, il corpo speciale che protegge i Windsor. L'annuncio recita così: "[...] Gli agenti che avranno successo potranno lavorare presso i palazzi londinesi o al castello di Windsor. Sono richiesti anche dei turni in Scozia. Sono particolarmente ben accette richieste da parte di donne, gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, neri e altre minoranze etniche".
Il limite per fare domanda scade alla fine del mese e l'SO14, il Royality Protection Branch, stima in 30 i posti disponibili.
Non mancano però le critiche all'iniziativa: "E' un lavoro terribile, a nessuno piace", dice al Daily Express John O'Connor, ex comandante della Metropolitan Police. "Che cosa può esserci di più demoralizzante che stare seduto per ore in un vecchio gabbiotto di ferro arrugginito?". O'Connor ha poi dei dubbi anche nel merito. "E' solo uno specchietto per le allodole, per salvare il politicamente corretto". Polemico anche Philip Davies, parlamentare Conservatore del collegio di Shipley: "Tutto ciò ha del ridicolo", ha tuonato. "Non so se la famiglia reale si sentirà più sicura sapendo che là fuori a proteggerli c'é un transessuale. Che male c'é ad assumere solo i più capaci per il ruolo? Non m'interessa sapere se questi agenti sono gay o eterosessuali, la cosa importante è che siano i migliori". "Che Scotland Yard voglia incrementare la presenza di donne e agenti neri nelle sue fila è comprensibile - ha detto al tabloid una fonte interna al corpo di polizia - ma la regina davvero ha bisogno di travestiti che imbracciano un mitra intorno a Buckingham Palace o Windsor?". Scotland Yard, dal canto suo, ha subito gettato acqua sul fuoco delle polemiche: "Noi - ha dichiarato un portavoce - vogliamo reclutare i migliori profili nelle diverse comunità di Londra. Questo significa anche assicurarsi che tale diversità si rifletta in quelle particolari unità che al momento sono scarsamente rappresentate".


Fonte: Ansa

mercoledì 2 settembre 2009

ARCIGAY: NON ABBIAMO PAURA!

L'Arcigay ha appena diramato questo comunicato stampa che vi riporto integralmente:

"Chiediamo al Governo e al Parlamento un impegno immediato contro l’omofobia e la transfobia. Sono almeno tre anni che a Roma, ultimo episodio quello accaduto alla Gay Street con lancio di bombe carta, e in tutta Italia si susseguono atti intimidatori, di violenza, di aggressione fisica e verbale contro le persone LGBT e le sedi delle nostre associazioni.
Noi non vogliamo essere vittime, siamo persone cui, a differenza degli altri Paesi europei, non è consentito di accedere a un sistema di diritti e di doveri pari agli altri cittadini o di essere difesi da aggressioni per motivi di odio. Da questa realtà nasce la violenza nei nostri confronti, perché se lo Stato continua a relegarci al ruolo di fantasmi sociali la violenza prende il sopravvento, si sente coperta politicamente e moralmente.
E’ urgente che il Governo e il Parlamento forniscano al più presto risposte adeguate, che affrontino in modo serio e non ideologico il tema della difesa della nostra incolumità, a partire dall’estensione della legge Mancino per i reati d’odio nei confronti delle persone omosessuali e transgender, dando in primo luogo un segnale utile a mutare il clima sociale e culturale che si sta affermando nel nostro Paese.
Non ci faremo intimidire, né nessuno potrà fermare la nostra volontà di ottenere quella pari dignità per cui da anni ci adoperiamo con pazienza e determinazione.
In Italia c’è bisogno che milioni di cittadine e di cittadini siano finalmente riconosciuti come soggetti di diritto. L’assenza di norme che tutelino le persone e le coppie lesbiche, gay, bisessuali, trans gender (LGBT) porta frange violente, di stampo fascista e neo-nazista o semplicemente delinquenziali, a pensare che possono agire indisturbate.
I nostri amori, le nostre storie personali e collettive sono al servizio di una nuova stagione per i diritti civili e sociali, per l’autodeterminazione, per il raggiungimento della felicità e la costruzione di sereni progetti di vita.
Facciamo appello a tutte le persone, le associazioni, i sindacati, le forze politiche, a tutte le espressioni vive della società affinché siano al nostro fianco nel respingere l’odio e la violenza, le discriminazioni e l’esclusione, per affermare una società giusta, solidale, inclusiva
".
ARCIGAY - Associazione lesbica e gay italiana

ROMA: BOMBE CARTA CONTRO LA GAY STREET

Due bombe carta, centinaia di ragazzi che fuggono urlando, un motorino a fuoco, il segno di un piccolo cratere nell'asfalto, una fioriera devastata e un ragazzo che si tiene le orecchie dal dolore: dieci minuti prima di mezzanotte, la comunità gay romana è sprofondata di nuovo in un incubo. Dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale, dopo le bombe incendiarie sul portoncino del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, stavolta nel mirino è la Gay Street della Capitale. E' una fortuna se nessuno s'è fatto male: l'unico ragazzo che era sembrato ferito al volto dalle schegge e dal rumore se l'è cavata con poco più che un grosso spavento.
Secondo i rilievi dei carabinieri, a colpire sono stati due ragazzi a piedi. "Due teste rasate", raccontano i testimoni. Sono arrivati da via Ostilia, a cento metri dal Colosseo: è la prima strada che incrocia via di San Giovanni in Laterano, la Gay Street. In mano hanno i due grossi petardi, ma nessuno li nota. La strada, molto frequentata a tarda sera e non solo dalla comunità omosessuale, è animata da centinaia di ragazzi che passeggiano, bevono un drink nei dehor dei locali o chiacchierano sul marciapiedi. È un attimo: i due giovani lanciano i due petardi "in mezzo alla folla", racconta il presidente dell'Arcigay romano, Fabrizio Marrazzo, che si trovava proprio nella Gay Street. In realtà, una delle "bombe carta" colpisce una fioriera, l'altra devasta un motorino e ne rovina un altro. Il boato è enorme, nella strada lunga e stretta: è un fuggi fuggi. I due aggressori intanto scappano a piedi, favoriti dal panico. "I ragazzi volevano corrergli dietro - racconta Marrazzo - ma li ho implorati di fermarsi: cosa sarebbe successo se fossero stati armati di un coltello?".
Stasera torneranno tutti nella Gay Street, alle 22.00, per manifestare contro il clima invivibile che sta perseguitando la comunità. "Abbiamo invitato il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che ci sarà, e anche il sindaco Alemanno che invece non potrà esserci perché è in viaggio a Lourdes".
E anche l’associazione gay di destra "New Out", che non aderirà alla fiaccolata di stasera, annuncia una manifestazione per la prossima settimana davanti a Palazzo Chigi.

"E' un gesto terroristico e conferma l'emergenza omofobia", commenta il presidente di Gaynet, Franco Grillini, ex presidente dell'Arcigay. "Arriva dopo una lunga serie di atti di aggressione e conferma quanto andiamo sostenendo da tempo: è in atto una vera e propria aggressione di stampo politico verso la comunità GLBT italiana ad opera di fanatici e di gruppi neonazisti che si sentono più o meno legittimati dalla vittoria della destra alle ultime elezioni politiche".

"Il lancio delle bombe carta alla Gay Street è un segnale grave che ci allarma e ci fa ritenere che siamo ormai in una situazione di emergenza alla quale però non bisogna cedere facendo vincere la paura. Serve una risposta ferma e urgente da parte delle istituzioni e della politica tutta che per troppo tempo sono state assenti sui diritti civili delle persone GLBT in Italia. Il Governo, il Parlamento e il Ministro degli Interni diano risposte chiare in tempi rapidi". Lo ha dichiarato Imma Battaglia, presidente di Di'Gay Project. "Come avvenuto per l'aggressione all'Eur - ha proseguito - le forze di polizia lavorino per individuare i responsabili dell'atto violento e per chiarire se c'e' una matrice politica dietro gli atti di terrorismo omofobo di questa catena di episodi violenti di grave intolleranza".

GayLib (Gay Liberali di Centro Destra) esprime profonda preoccupazione e allarme per l'ennesimo violento attacco perpetrato ai danni della comunità gay romana nel luogo simbolo per eccellenza di aggregazione e serenità: la Gay Street di via San Giovanni in Laterano: "Siamo di fatto in una parentesi in cui gli ambienti piuù torbidi, sotterranei e violenti hanno deciso di riemergere dalla suburbia capitolina con tutto il loro carico di odio omofobo - dichiara il vicepresidente di GayLib, Daniele Priori, referente dell'associazione su Roma - In questa oscura e raggelante estate 2009 è diventato pericoloso frequentare luoghi che negli anni sono divenuti simbolo di una movida serena, pacifica e divertente. Tutto questo perchè questi balordi, ispirati da un comune quanto vile protagonismo, hanno deciso di combattere una guerra guerreggiata a colpi di lama, fuoco e esplosivo. E' difficile infatti non vedere un legame quantomeno univoco tra le coltellate del Gay Village, le fiamme alla discoteca sede del Muccassassina e ora le esplosioni alla Gay Street".

''Roma non è una città sicura per gay, lesbiche e trans: si è innescata una pericolosa spirale di terrorismo omofobo che fa vivere nell'ansia noi e tutte le persone che ci vogliono bene''. Lo afferma Vladimir Luxuria. ''La realtà del nostro paese ci pone ormai al di fuori dell'Europa non più solo per l'assenza di diritti civili ma anche per queste anacronistiche intimidazioni''.

Anche la comunità milanese si mobilita e l'08 Settembre alle ore 21.00 in Piazza Duomo, è stata organizzata una fiacolata per promuovere l'uguaglianza sociale di gay, lesbiche, transessuali e transgender. QUI trovate il gruppo su Facebook.

Fonte: La Repubblica

mercoledì 26 agosto 2009

IN ARRIVO I DOMINI ".gay"

Le associazioni gay degli Stati Uniti e del Sud Africa stanno organizzando una campagna per creare il top level domain .gay, per la comunità GLBT. La campagna è promossa dalla "National Gay and Lesbian Chamber of Commerce" negli Usa e la "International Gay and Lesbian Travel Association and South Africa's Gay & Lesbian Alliance Against Defamation" (SA GLAAD).
Secondo il ruolino di marcia dell'
ICANN, i primi domini .gay potrebbero essere registrati nel 2010 mentre i primi siti potrebbero essere live nella fine dello stesso anno.
I promotori della campagna affermano che il top level domain .gay, se ben organizzato, sarà di aiuto alla comunità gay per connettere gli utenti
GLBT.

Fonte: Domini.it

giovedì 6 agosto 2009

PEDRO ALMODOVAR BACHETTA IL PAPA

Pedro Almodovar è in Germania per presentare il suo nuovo film "Los Abrazos Rotos" (Gli Abbracci Rotti) con Penelope Cruz. In un'intervista al quoridiano tedesco Die Zeit pubblicata oggi dichiara: "Perchè il Papa non si fa una semplice passeggiata fuori dal Vaticano e guarda cos'è oggi una famiglia? E' del tutto folle non riconoscere come vivono oggi milioni e milioni di persone. Le mie famiglie sono più reali di quelle del papa perchè vivono non in base a qualche dogma ma ai compromessi dell'esistenza. Nel mondo dei miei film non ha alcun peso che il Papa riconosca solo la variante cattolica della famiglia. Da oltre venti anni giro film in cui la famiglia è un gruppo di persone, al cui centro c'è un piccolo essere del quale gli altri si prendono cura, amandolo e soddisfacendo i suoi bisogni, a prescindere se questo gruppo è composto da genitori separati, travestiti, transessuali o suore malate di Aids".

Un plauso al regista spagnolo!

mercoledì 5 agosto 2009

"A SINGLE MAN" DI TOM FORD AL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA

Ne avevo gia parlato QUI lo scorso novembre, adesso "A Single Man" film che vede Tom Ford debuttare come regista, arriva alla sessantaseiesima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Il film è tratto dal bellissimo romanzo del 1964 di Christopher Isherwood, "Un Uomo Solo", e narra di George, un professore gay inglese, che dopo la morte del suo compagno comincia una vita ordinaria da single a Los Angeles. Nel cast Colin Firth, Julianne Moore e Matthew Goode.

lunedì 3 agosto 2009

TEL AVIV: GRAVE ATTACCO ALLA COMUNITA' GLBT

Sabato sera a Tel Aviv, un uomo con il volto coperto e con il caffetano nero tipico degli ebrei ultraortodossi, ha fatto irruzione in una associazione gay sparando all'impazzata con una mitraglietta e uccidendo due persone. Una terza, purtroppo, è morta subito dopo in ospedale. Nel locale si stava tenendo la riunione settimanale di un gruppo di sostegno per adolescenti gay. L'attacco è avvenuto nella sede dell’”Agudah”, “Associazione Israeliana Per i Diritti del Singolo”, dove si riuniscono membri della comunità GLBT, al numero 28 di via Nachmani, nella zona centrale della città. Si tratta di un locale aperto da oltre 15 anni che offre accoglienza a giovani gay e lesbiche che si incontrano più numerosi il sabato sera.
Nella sparatoria sono rimaste ferite 18 persone. Secondo la polizia, che ha chiuso tutti i locali omosessuali della zona, non si tratta di un atto terroristico, ma di un gesto dettato dall'odio verso la comunità gay. Il partito ultra-ortodosso Shas ha condannato l'episodio.
Anche in Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha condannato l'atto definendolo un "orribile assassinio" e dichiarando "Siamo un Paese tollerante, democratico governato dalla legge e dobbiamo rispettare tutte le persone".
"Lo shock più grande è pensare che sia accaduto a Tel Aviv la città più tollerante di Israele", ha affermato Avi Sofer, ex capo della comunità gay di Tel Aviv. "Una città molto giovane, libera, dove la gente si sentiva al sicuro dove è accaduto l’attacco".

Esprimo profondo cordoglio e solidarietà per tutte le vittime e i loro parenti colpiti da questo terribile attacco di terrorismo omofobo.




giovedì 30 luglio 2009

A BOLOGNA IL PARROCO OSPITA CORO GAY, LA CURIA INSORGE

A Bologna il coro gay trova casa in parrocchia maa la Curia avverte: "Non ha chiesto il permesso!". Il parroco Don Nildo: "Se cantano che male fanno?". Monsignor Vecchi replica: "Serve un parere del vescovo".
Dopo l'estate potrebbero esibirsi direttamente durante una messa nella
Chiesa di San Bartolomeo della Beverara e allora si sarebbe una gran notizia. Ma anche così come stanno le cose, ce n'è già abbastanza per alzare un gran polverone. I fatti: il coro omossesuale Komos, una formazione composta da 25 uomini (la prima in Italia), chiede al parroco Don Nildo Pirani, di avere a disposizione una sala prove e il sacerdote spalanca le porte della parrocchia. Ma, un pò a sorpresa, ieri è arrivato l'alt della Curia che ha fatto notare che un'iniziativa del genere ha bisogno del parere positivo del vescovo, che invece non c’è.
"Non è in gioco la condivisione o meno dei problemi dei gay - ha spiegato ieri il parroco all'
Ansa - il punto è la concessione di una sala prove. Se cantano, che male fanno? Anzi, sarebbe una preclusione ideologica dire di no". Il coro ha già utilizzato la sala prove della parrocchia nel mese di luglio e ricomincerà a settembre. Prima provavano al Cassero, sede dell'Arcigay bolognese ma a causa dell’acustica non perfetta si è deciso di ripiegare sulla parrocchia di via della Beverara. "Ho chiesto ospitalità una volta a settimana e il parroco ha accettato - racconta il direttore di Komos, Paolo Montanari - e mi ha dato pure la chiave del salone. Mi è sembrata una persona aperta, gentile, pratica e poi gli piace la musica". A confermare la disponibilità è lo stesso Don Nildo, classe 1927 e parroco a San Bartolomeo da 33 anni: "Io non sposo le idee dei gay, ho le mie posizioni e alcune da maturare ma offro semplicemente accoglienza a un gruppo di gay che cantano. Oltre a loro provano il coro parrocchiale e un gruppo che fa danze e canti. La sala viene concessa, dietro offerta libera per le spese, a tutti. Sono esclusi solo partiti e gruppi per iniziative politiche o eversive". Tutto a posto dunque? No.
"Non è nel potere del parroco prendere decisioni del genere - spiega al
Corriere di Bologna il vescovo ausiliare Ernesto Vecchi - ma serve il parere di un ordinario diocesano e cioè o del vescovo o del vicario. Una scelta di questo tipo ha bisogno di un atto della Curia e a me non risulta che ci sia stata alcuna autorizzazione. Mi fermo qui".
Rimane ora da capire che cosa farà la
Curia. Se non interverrà il coro continuerà ad utilizzare la sala prova della parrocchia per prepare i suoi concerti. E magari il desiderio dei ragazzi di Komos potrebbe anche realizzarsi: "Noi siamo disponibili - ha spiegato Montanari - anche a cantare in determinate occasioni durante le funzioni liturgiche". Una disponibilità a cui lo stesso parroco non ha chiuso la porta: "Si vedrà. Noi abbiamo già un nostro coro, dovrebbero mettersi d’accordo tra di loro". Ma, a questo punto, è meglio usare il condizionale.

Fonte: Corriere di Bologna

mercoledì 29 luglio 2009

IL SOLDATO GAY JAMES WARTON in copertina su "SOLDIER"

Mentre l'America sogna di veder decadere la norma ipocrita che prevede la non visibilità dell'omosessualità nell'esercito in Inghilterra ci si accorge che gay e lesbiche sono anche eroi in azioni di guerra e missioni di pace. Sul numero di Luglio della rivista ufficiale dell'esercito "Soldier" fa la propria comparsa, per la prima volta, una copertina con un soldato dichiaratamente omosessuale con tanto di medaglia guadagnata in Iraq e la grande scritta Pride subito sotto il titolo. Dopo quasi un decennio dall'apertura ufficiale dell'esercito ai militari omosessuali cade, quindi, l'ultimo tabu e viene celebrato l'impegno e l'apporto dei soldati gay e lesbiche. "Soldier" dedica la "cover story" ad un militare apertamente gay e tratta dei problemi legati al binomio esercito-omosessualità. Alla storia di James Warton vengono infatti affiancate le vicende delle coppie omosessuali e i molti passi avanti fatti dall'esercito della regina in materia di discriminazioni. Fino ad arrivare alla partecipazione in divisa ai Pride. Perfino il capo delle forze armate, Sir Richard Dannatt, ha fatto, qualche mese fa, un intervento nell'ambito di un convegno GLBT ricordando che "il rispetto per gli altri non è un'opzione extra".mrs and mrs L'idea della celebrazione dell'impegno di gay e lesbiche sulla rivista ufficiale dell'esercito nasce dalla volontà di compiere un ulteriore passo avanti nella lotta contro le discriminazioni. Soprattutto un segnale rivolto a quei vertici dell'esercito che si sono dimostrati ostili alle decisioni di apertura e che anche grazie all'uscita di questo numero di "Soldier" dovranno rassegnarsi a considerare gay e lesbiche alla stregua degli altri militari visto che, esattamente come gli altri, si impegnano e guadagnano medaglie per il loro servizio.
QUI l'articolo completo in Pdf.

Fonte: QueerWay

martedì 28 luglio 2009

LE "GAY ICONS" IN MOSTRA A LONDRA

Hanno cambiato la storia. O le hanno dato una bella svolta. Molte pagine della cultura di oggi le hanno scritte loro. Le "GAY ICONS" della National Portrait Gallery sono uomini e donne, omosessuali e eterosessuali, personaggi contemporanei o storici, famosi e non. Quello che hanno in comune è la capacità di cambiare le cose, o di rappresentarle, come pochi hanno saputo fare finora. 60 le fotografie, 6 i personaggi-punti di riferimento da scegliere per ciascuno dei 10 selezionatori, loro sì tutti gay, icone loro stesse del mondo contemporaneo: Waheed Alli, Alan Hollinghurst, Elton John, Jackie Kay, Billie Jean King, Ian McKellen, Chris Smith, Ben Summerskill, Sandi Toksvig e Sarah Waters. La mostra, che coincide con il 40esimo anniversario delle sommosse contro la discriminazione omosessuale allo Stonewall Inn a New York (1969), si concentra sui ritratti di persone che hanno rappresentato un'ispirazione di vita per il loro vissuto privato o pubblico. È anche la giuria a raccontarsi, scrivendo di proprio pugno le informazioni al pubblico sulle icone scelte. I temi spaziano dai diritti umani alla riscoperta di figure oggi altrimenti dimenticate, anche se la Galleria ha limitato il campo ai ritratti fotografici, permettendo così ai selezionatori di scegliere "solo" personaggi databili fino 150 anni fa. Criterio peraltro condivisibile, visto che proprio in quel periodo l'omosessualità veniva gradualmente accettata in Inghilterra. Francis Bacon, Walt Whitman, i Village People, Ellen DeGeneres, Nelson Mandela, Lady Diana incorniciati dall'obbiettivo di grandissimi come Andy Warhol, Snowdon, Polly Borland, Fergus Greer, Terry O'Neill e Cecil Beaton: "Gay Icons" è già un'icona di per sè.
2 Luglio - 18 Ottobre 2009
St Martin's Place
WC2H 0HE - Londra
Biglietti: £5,00/£4.50/£4,00
Orario: 10.00 - 18.00 (Lun-Mar-Mer-Sab-Dom)
10.00 21.00 (Gio-Ven)
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