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venerdì 23 ottobre 2009

SU YOUDEM TV SI PARLERA' DI OMOSESSUALITA'

YouDem Tv, la televisione del Partito Democratico ha messo in cantiere un ciclo di puntate interamente dedicate all'omosessualità. Una trasmissione a cui hanno messo la sordina in quanto a tutt'oggi nessun comunicato stampa è comparso nelle varie agenzie.
Il responsabile della tv del
Partito Democratico dice che intende parlare di omosessualità senza i soliti stereotipi con l'intento di affrontare problemi e dibattiti.
Dopo una falsa partenza, oggi alle 21, 30 e per dieci venerdì, su
YouDem sbarcherà "O' ", titolo che, ovviamente e molto facilmente, vuole richiamare l'omosessualità
Un menù di ospiti variegato alla prima puntata, infatti in studio ci saranno Andrea Maccarone, presidente del
Circolo Mario Mieli, Maria Grazia Gerina, giornalista de L'Unità, Daniele Priori di GayLib e Antonio Mendoza, corrispondente per la rivista venezuelana "Encuadre".
A condurre il dibattito che si porrà la domanda "Omosessuali o Froci?" e che ancora "a caldo" tornerà sulla bocciatura da parte del parlamento del testo di legge
Concia contro l'omofobia e sulle recenti aggressioni a persone gay in particolare a Roma, saranno gli autori del programma, Claudio Camarca e Beatrice Rutiloni.
"Sono orgoglioso che un programma come "O' ", dichiaratamente orientato sui temi dell'omosessualità - dice Claudio Camarca - abbia potuto trovare ospitalità all’interno di un partito come il Pd, dove pure le posizioni a riguardo sono diverse. Questo testimonia la volontà di confronto che è viva nel partito e significa una presa di posizione chiara e precisa contro il clima oscurantista che si è accentuato negli ultimi mesi nel nostro Paese".


YouDem Tv - Canale 813 di SKY oppure in streaming QUI cliccando su YouDem Live 24h

Fonte: Gaynews24

martedì 13 ottobre 2009

UGUALI - MANIFESTAZIONE NAZIONALE LGBT - LE FOTO

Ecco le foto (sopra con "Mio Marito") che ho scattato a Roma sabato scorso durante la Manifestazione Nazionale "UGUALI". Benchè fosse una evento senza colore politico la cui partecipazione era particolarmente significativa e importante, molti l'hanno snobbata disertando così un impegno civico e civile in favore dei diritti, l'uguaglianza e il rispetto di ciascun individuo. Per assurdo (sto estremizzando ovviamente) c'era più gente all'inaugurazione di MUCCASSASSINA la sera prima...
A tal proposito vi rimando QUI dove un interessante post di Mario Cirrito, pubblicato su "Queer Blog", dal titolo "I gay in piazza? Meglio la disco!", fa il punto della situazione.





Con Daniele "Wiser"

Maria Grazia Cucinotta, Vladimir Luxuria,
Anna Paola Concia, Vanni Piccolo



venerdì 9 ottobre 2009

UGUALI - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - ROMA 10 OTTOBRE 2009


Sono a Roma per partecipare ad "UGUALI", la manifestazione nazionale di domani. Non mancate, mi raccomando. E' importante esserci!
See you there!

mercoledì 7 ottobre 2009

UGUALI - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - NON ESSERCI NON E' UGUALE

Sarà aperto da un grandissima bandiera arcobaleno, simbolo unitario del diversificato movimento LGBT (lesbico, gay, bisessuale e transgender), il corteo della manifestazione nazionale UGUALI. "Vogliamo valorizzare tutte le diversità e rivendicare pari dignità e pari diritti" - dichiara la portavoce Fabianna Tozzi - "sarà un grande evento che riporta al centro il valore delle persone con i loro bisogni e la loro richiesta di uguaglianza, per continuare una rivoluzione culturale che possa combattere i pregiudizi, l'odio verso le persone ritenute più deboli e la violenza verso le persone LGBT".
Il concentramento della manifestazione è per sabato prossimo 10 Ottobre 2009 alle ore 15.30 in Piazza della Repubblica e per la prima volta in Italia gli interventi saranno svolti all'inizio dell'iniziativa; poi seguirà il corteo che si svilupperà per le vie del centro di Roma, passando davanti a Termini, percorrendo via Cavour e via dei Fori Imperiali e concludendosi in Piazza della Madonna di Loreto, vicino all'Altare della Patria. Madrina della manifestazione sarà l'attrice Maria Grazia Cucinotta, che ha accettato con entusiasmo questo ruolo. Saranno presenti all'evento anche l'attrice Ottavia Piccolo, Vladimir Luxuria e la giornalista Delia Vaccarello, che presenterà gli ospiti che si alterneranno sul palco. Gli interventi saranno dedicati proprio a raccontare storie di vita delle persone LGBT, per condividere il proprio vissuto e fare conoscere le relazioni e gli affetti di chi non ha ancora pari dignità in questo paese. Oltre alla portavoce del comitato organizzatore, Fabianna Tozzi, presidente nazionale dell'associazione Trans Genere, saliranno sul palco Maria Luisa Mazzarella studentessa di Napoli che il 23 giugno scorso difese un proprio amico gay da un'aggressione in piazza Bellini a Napoli, Agata Ruscica e Angela Barbagallo coppia lesbica di Siracusa che da 26 anni vive insieme, Daniele Stoppello avvocato di Roma che ha seguito tutti gli ultimi casi di aggressione ai danni di persone LGBT nella Capitale, Ettore Ciano genitore di un figlio gay e una figlia lesbica, Orlando Dello Russo e Bruno Di Febbo coppia gay abruzzese che vive insieme da 45 anni, Morena Rapolla ragazza transessuale aggredita assieme ad un’amica nel pieno centro di Potenza, Giordana Curati lavoratrice lesbica, una famiglia omogenitoriale che testimonia la presenza di migliaia di figli nati da genitori gay e lesbiche.Sono decine gli autobus organizzati dalle associazioni da oltre 20 città da nord a sud per partecipare: uguali.wordpress.com/pullman-trasferimenti.
"Saremo in piazza accanto alle nostre famiglie, ai nostri colleghi di lavoro, ai compagni di studio, ai vicini di casa, perché crediamo che il dialogo e la condivisione siano gli elementi decisivi per far avanzare i nostri diritti e la società italiana" - conclude Fabianna Tozzi. E proprio in questo senso sono fondamentali le adesioni e il supporto di organizzazioni nazionali e sindacati come Arci, ANPI, Amnesty International e CGIL, così come la presenza istituzionale dei gonfaloni dei Comuni di Bologna, Firenze, Pisa e Livorno. "Facciamo appello a tutte e tutti coloro che credono nel valore della libertà e dell'uguaglianza a continuare ad aderire e scendere in piazza sabato prossimo".

martedì 29 settembre 2009

UGUALI - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - ROMA 10 OTTOBRE 2009

Il 10 ottobre 2009 a Roma si terrà la manifestazione nazionale UGUALI, che rivendica il riconoscimento di eguali diritti e dignità per la comunità LGBT. Il comitato organizzatore invita le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, ed eterosessuali a manifestare.
Di seguito il documento politico.

"Liberi e eguali in dignità e diritti"
(Articolo 1
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

Noi promotori della manifestazione del 10 ottobre vogliamo rispondere alla violenza con il nostro contributo sociale e culturale. Rivendichiamo uguali diritti e doveri, pari dignità, riconoscimento giuridico di tutti gli amori, di tutte le famiglie.

Invitiamo le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, ed eterosessuali a far sentire la loro voce impegnandosi a costruire un’Italia differente, che agisca per un cambiamento vero, profondo che riguarda la cultura e la convivenza.

Il 10 Ottobre 2009 saremo a Roma, come movimento
lgbt, coscienti di convocare una manifestazione in un clima che in generale è violento, che colpisce noi, migranti, donne e altri soggetti sociali ritenuti deboli.

In questo quadro, rivendichiamo come fondamentale necessità democratica e civile interventi legislativi contro l’omofobia e la transfobia, che estendano la legge Mancino anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Sarà solo un primo passo non certo esaustivo né sufficiente. La negazione e l’opposizione al riconoscimento di diritti per le persone e le coppie lgbt è già di per se omofobia e transfobia. La
Costituzione Italiana e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani indicano con chiarezza il principio di uguaglianza che deve impegnare le istituzioni tutte ad agire con interventi informativi e culturali, a partire dalla scuola, dove il fenomeno del bullismo è in preoccupante espansione.

Vogliamo che il 10 ottobre sia una manifestazione in cui ogni persona lesbica, transgender, bisessuale, omosessuale, intersessuale abbia accanto le proprie famiglie, i colleghi di lavoro, i compagni di studio , i vicini di casa, perché crediamo che il dialogo e la condivisione siano gli elementi decisivi per far avanzare i nostri diritti e con essi la società italiana.

UGUALI - Comitato Promotore Manifestazione Nazionale Roma 10 ottobre 2009

Chiediamo a chi parteciperà di rispettare le modalità che abbiamo deciso, che prevedono una manifestazione aperta da una enorme bandiera Rainbow, in cui sfileranno associazioni,
movimenti, sindacati ciascuno con le proprie bandiere. Invitiamo i partiti a leggere con attenzione la piattaforma rivendicativa collegata a questo documento e ad aderire e partecipare solamente se la condividono in toto.
Chiediamo di rispettare la nostra decisione di escludere striscioni e bandiere dei partiti, nel pieno riconoscimento della nostra autonomia e del senso stesso della manifestazione.

QUI il Documento Politico in pdf
QUI la Piattaforma RIvendicativa LGBT

uguali.wordpress.com

giovedì 24 settembre 2009

SCOTLAND YARD CERCA GAY, LESBICHE E TRANS COME GUARDIE DELLA REGINA

Scotland Yard ha pubblicato un annuncio in cui si invitano gay, lesbiche e transessuali ad entrare nel prestigioso SO14, il corpo speciale che protegge i Windsor. L'annuncio recita così: "[...] Gli agenti che avranno successo potranno lavorare presso i palazzi londinesi o al castello di Windsor. Sono richiesti anche dei turni in Scozia. Sono particolarmente ben accette richieste da parte di donne, gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, neri e altre minoranze etniche".
Il limite per fare domanda scade alla fine del mese e l'SO14, il Royality Protection Branch, stima in 30 i posti disponibili.
Non mancano però le critiche all'iniziativa: "E' un lavoro terribile, a nessuno piace", dice al Daily Express John O'Connor, ex comandante della Metropolitan Police. "Che cosa può esserci di più demoralizzante che stare seduto per ore in un vecchio gabbiotto di ferro arrugginito?". O'Connor ha poi dei dubbi anche nel merito. "E' solo uno specchietto per le allodole, per salvare il politicamente corretto". Polemico anche Philip Davies, parlamentare Conservatore del collegio di Shipley: "Tutto ciò ha del ridicolo", ha tuonato. "Non so se la famiglia reale si sentirà più sicura sapendo che là fuori a proteggerli c'é un transessuale. Che male c'é ad assumere solo i più capaci per il ruolo? Non m'interessa sapere se questi agenti sono gay o eterosessuali, la cosa importante è che siano i migliori". "Che Scotland Yard voglia incrementare la presenza di donne e agenti neri nelle sue fila è comprensibile - ha detto al tabloid una fonte interna al corpo di polizia - ma la regina davvero ha bisogno di travestiti che imbracciano un mitra intorno a Buckingham Palace o Windsor?". Scotland Yard, dal canto suo, ha subito gettato acqua sul fuoco delle polemiche: "Noi - ha dichiarato un portavoce - vogliamo reclutare i migliori profili nelle diverse comunità di Londra. Questo significa anche assicurarsi che tale diversità si rifletta in quelle particolari unità che al momento sono scarsamente rappresentate".


Fonte: Ansa

mercoledì 2 settembre 2009

ARCIGAY: NON ABBIAMO PAURA!

L'Arcigay ha appena diramato questo comunicato stampa che vi riporto integralmente:

"Chiediamo al Governo e al Parlamento un impegno immediato contro l’omofobia e la transfobia. Sono almeno tre anni che a Roma, ultimo episodio quello accaduto alla Gay Street con lancio di bombe carta, e in tutta Italia si susseguono atti intimidatori, di violenza, di aggressione fisica e verbale contro le persone LGBT e le sedi delle nostre associazioni.
Noi non vogliamo essere vittime, siamo persone cui, a differenza degli altri Paesi europei, non è consentito di accedere a un sistema di diritti e di doveri pari agli altri cittadini o di essere difesi da aggressioni per motivi di odio. Da questa realtà nasce la violenza nei nostri confronti, perché se lo Stato continua a relegarci al ruolo di fantasmi sociali la violenza prende il sopravvento, si sente coperta politicamente e moralmente.
E’ urgente che il Governo e il Parlamento forniscano al più presto risposte adeguate, che affrontino in modo serio e non ideologico il tema della difesa della nostra incolumità, a partire dall’estensione della legge Mancino per i reati d’odio nei confronti delle persone omosessuali e transgender, dando in primo luogo un segnale utile a mutare il clima sociale e culturale che si sta affermando nel nostro Paese.
Non ci faremo intimidire, né nessuno potrà fermare la nostra volontà di ottenere quella pari dignità per cui da anni ci adoperiamo con pazienza e determinazione.
In Italia c’è bisogno che milioni di cittadine e di cittadini siano finalmente riconosciuti come soggetti di diritto. L’assenza di norme che tutelino le persone e le coppie lesbiche, gay, bisessuali, trans gender (LGBT) porta frange violente, di stampo fascista e neo-nazista o semplicemente delinquenziali, a pensare che possono agire indisturbate.
I nostri amori, le nostre storie personali e collettive sono al servizio di una nuova stagione per i diritti civili e sociali, per l’autodeterminazione, per il raggiungimento della felicità e la costruzione di sereni progetti di vita.
Facciamo appello a tutte le persone, le associazioni, i sindacati, le forze politiche, a tutte le espressioni vive della società affinché siano al nostro fianco nel respingere l’odio e la violenza, le discriminazioni e l’esclusione, per affermare una società giusta, solidale, inclusiva
".
ARCIGAY - Associazione lesbica e gay italiana

ROMA: BOMBE CARTA CONTRO LA GAY STREET

Due bombe carta, centinaia di ragazzi che fuggono urlando, un motorino a fuoco, il segno di un piccolo cratere nell'asfalto, una fioriera devastata e un ragazzo che si tiene le orecchie dal dolore: dieci minuti prima di mezzanotte, la comunità gay romana è sprofondata di nuovo in un incubo. Dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale, dopo le bombe incendiarie sul portoncino del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, stavolta nel mirino è la Gay Street della Capitale. E' una fortuna se nessuno s'è fatto male: l'unico ragazzo che era sembrato ferito al volto dalle schegge e dal rumore se l'è cavata con poco più che un grosso spavento.
Secondo i rilievi dei carabinieri, a colpire sono stati due ragazzi a piedi. "Due teste rasate", raccontano i testimoni. Sono arrivati da via Ostilia, a cento metri dal Colosseo: è la prima strada che incrocia via di San Giovanni in Laterano, la Gay Street. In mano hanno i due grossi petardi, ma nessuno li nota. La strada, molto frequentata a tarda sera e non solo dalla comunità omosessuale, è animata da centinaia di ragazzi che passeggiano, bevono un drink nei dehor dei locali o chiacchierano sul marciapiedi. È un attimo: i due giovani lanciano i due petardi "in mezzo alla folla", racconta il presidente dell'Arcigay romano, Fabrizio Marrazzo, che si trovava proprio nella Gay Street. In realtà, una delle "bombe carta" colpisce una fioriera, l'altra devasta un motorino e ne rovina un altro. Il boato è enorme, nella strada lunga e stretta: è un fuggi fuggi. I due aggressori intanto scappano a piedi, favoriti dal panico. "I ragazzi volevano corrergli dietro - racconta Marrazzo - ma li ho implorati di fermarsi: cosa sarebbe successo se fossero stati armati di un coltello?".
Stasera torneranno tutti nella Gay Street, alle 22.00, per manifestare contro il clima invivibile che sta perseguitando la comunità. "Abbiamo invitato il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che ci sarà, e anche il sindaco Alemanno che invece non potrà esserci perché è in viaggio a Lourdes".
E anche l’associazione gay di destra "New Out", che non aderirà alla fiaccolata di stasera, annuncia una manifestazione per la prossima settimana davanti a Palazzo Chigi.

"E' un gesto terroristico e conferma l'emergenza omofobia", commenta il presidente di Gaynet, Franco Grillini, ex presidente dell'Arcigay. "Arriva dopo una lunga serie di atti di aggressione e conferma quanto andiamo sostenendo da tempo: è in atto una vera e propria aggressione di stampo politico verso la comunità GLBT italiana ad opera di fanatici e di gruppi neonazisti che si sentono più o meno legittimati dalla vittoria della destra alle ultime elezioni politiche".

"Il lancio delle bombe carta alla Gay Street è un segnale grave che ci allarma e ci fa ritenere che siamo ormai in una situazione di emergenza alla quale però non bisogna cedere facendo vincere la paura. Serve una risposta ferma e urgente da parte delle istituzioni e della politica tutta che per troppo tempo sono state assenti sui diritti civili delle persone GLBT in Italia. Il Governo, il Parlamento e il Ministro degli Interni diano risposte chiare in tempi rapidi". Lo ha dichiarato Imma Battaglia, presidente di Di'Gay Project. "Come avvenuto per l'aggressione all'Eur - ha proseguito - le forze di polizia lavorino per individuare i responsabili dell'atto violento e per chiarire se c'e' una matrice politica dietro gli atti di terrorismo omofobo di questa catena di episodi violenti di grave intolleranza".

GayLib (Gay Liberali di Centro Destra) esprime profonda preoccupazione e allarme per l'ennesimo violento attacco perpetrato ai danni della comunità gay romana nel luogo simbolo per eccellenza di aggregazione e serenità: la Gay Street di via San Giovanni in Laterano: "Siamo di fatto in una parentesi in cui gli ambienti piuù torbidi, sotterranei e violenti hanno deciso di riemergere dalla suburbia capitolina con tutto il loro carico di odio omofobo - dichiara il vicepresidente di GayLib, Daniele Priori, referente dell'associazione su Roma - In questa oscura e raggelante estate 2009 è diventato pericoloso frequentare luoghi che negli anni sono divenuti simbolo di una movida serena, pacifica e divertente. Tutto questo perchè questi balordi, ispirati da un comune quanto vile protagonismo, hanno deciso di combattere una guerra guerreggiata a colpi di lama, fuoco e esplosivo. E' difficile infatti non vedere un legame quantomeno univoco tra le coltellate del Gay Village, le fiamme alla discoteca sede del Muccassassina e ora le esplosioni alla Gay Street".

''Roma non è una città sicura per gay, lesbiche e trans: si è innescata una pericolosa spirale di terrorismo omofobo che fa vivere nell'ansia noi e tutte le persone che ci vogliono bene''. Lo afferma Vladimir Luxuria. ''La realtà del nostro paese ci pone ormai al di fuori dell'Europa non più solo per l'assenza di diritti civili ma anche per queste anacronistiche intimidazioni''.

Anche la comunità milanese si mobilita e l'08 Settembre alle ore 21.00 in Piazza Duomo, è stata organizzata una fiacolata per promuovere l'uguaglianza sociale di gay, lesbiche, transessuali e transgender. QUI trovate il gruppo su Facebook.

Fonte: La Repubblica

lunedì 3 agosto 2009

TEL AVIV: GRAVE ATTACCO ALLA COMUNITA' GLBT

Sabato sera a Tel Aviv, un uomo con il volto coperto e con il caffetano nero tipico degli ebrei ultraortodossi, ha fatto irruzione in una associazione gay sparando all'impazzata con una mitraglietta e uccidendo due persone. Una terza, purtroppo, è morta subito dopo in ospedale. Nel locale si stava tenendo la riunione settimanale di un gruppo di sostegno per adolescenti gay. L'attacco è avvenuto nella sede dell’”Agudah”, “Associazione Israeliana Per i Diritti del Singolo”, dove si riuniscono membri della comunità GLBT, al numero 28 di via Nachmani, nella zona centrale della città. Si tratta di un locale aperto da oltre 15 anni che offre accoglienza a giovani gay e lesbiche che si incontrano più numerosi il sabato sera.
Nella sparatoria sono rimaste ferite 18 persone. Secondo la polizia, che ha chiuso tutti i locali omosessuali della zona, non si tratta di un atto terroristico, ma di un gesto dettato dall'odio verso la comunità gay. Il partito ultra-ortodosso Shas ha condannato l'episodio.
Anche in Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha condannato l'atto definendolo un "orribile assassinio" e dichiarando "Siamo un Paese tollerante, democratico governato dalla legge e dobbiamo rispettare tutte le persone".
"Lo shock più grande è pensare che sia accaduto a Tel Aviv la città più tollerante di Israele", ha affermato Avi Sofer, ex capo della comunità gay di Tel Aviv. "Una città molto giovane, libera, dove la gente si sentiva al sicuro dove è accaduto l’attacco".

Esprimo profondo cordoglio e solidarietà per tutte le vittime e i loro parenti colpiti da questo terribile attacco di terrorismo omofobo.




martedì 28 luglio 2009

LE "GAY ICONS" IN MOSTRA A LONDRA

Hanno cambiato la storia. O le hanno dato una bella svolta. Molte pagine della cultura di oggi le hanno scritte loro. Le "GAY ICONS" della National Portrait Gallery sono uomini e donne, omosessuali e eterosessuali, personaggi contemporanei o storici, famosi e non. Quello che hanno in comune è la capacità di cambiare le cose, o di rappresentarle, come pochi hanno saputo fare finora. 60 le fotografie, 6 i personaggi-punti di riferimento da scegliere per ciascuno dei 10 selezionatori, loro sì tutti gay, icone loro stesse del mondo contemporaneo: Waheed Alli, Alan Hollinghurst, Elton John, Jackie Kay, Billie Jean King, Ian McKellen, Chris Smith, Ben Summerskill, Sandi Toksvig e Sarah Waters. La mostra, che coincide con il 40esimo anniversario delle sommosse contro la discriminazione omosessuale allo Stonewall Inn a New York (1969), si concentra sui ritratti di persone che hanno rappresentato un'ispirazione di vita per il loro vissuto privato o pubblico. È anche la giuria a raccontarsi, scrivendo di proprio pugno le informazioni al pubblico sulle icone scelte. I temi spaziano dai diritti umani alla riscoperta di figure oggi altrimenti dimenticate, anche se la Galleria ha limitato il campo ai ritratti fotografici, permettendo così ai selezionatori di scegliere "solo" personaggi databili fino 150 anni fa. Criterio peraltro condivisibile, visto che proprio in quel periodo l'omosessualità veniva gradualmente accettata in Inghilterra. Francis Bacon, Walt Whitman, i Village People, Ellen DeGeneres, Nelson Mandela, Lady Diana incorniciati dall'obbiettivo di grandissimi come Andy Warhol, Snowdon, Polly Borland, Fergus Greer, Terry O'Neill e Cecil Beaton: "Gay Icons" è già un'icona di per sè.
2 Luglio - 18 Ottobre 2009
St Martin's Place
WC2H 0HE - Londra
Biglietti: £5,00/£4.50/£4,00
Orario: 10.00 - 18.00 (Lun-Mar-Mer-Sab-Dom)
10.00 21.00 (Gio-Ven)
QUI maggiori info

venerdì 17 luglio 2009

SOSPESA PER UN MESE LA POLIZIOTTA LESBICA

Ne avevo già parlato QUI e QUI l'anno scorso. Luana Zanaga, la poliziotta rodigina in servizio alla questura di Padova che ha deciso di fare outing rivelando la propria omosessualità, da ieri e per un mese è stata sospesa dal servizio. All’amministrazione non sono piaciute le tante interviste rilasciate a giornali e televisioni nelle quali l’agente denunciava discriminazioni subite sul lavoro dopo la "confessione pubblica". E così il Consiglio Provinciale di Disciplina, composto da tre funzionari di polizia e due sindacalisti, ha dato seguito alla contestazione inviata all’interessata lo scorso primo gennaio. "Ieri sera, alle 19, finito il mio turno di operatore al 113, ho dovuto consegnare distintivo, pistola e manette - racconta la Zanaga, 39 anni - ma il momento peggiore deve ancora arrivare. Il 24 giugno il Consiglio mi aveva comunicato altri addebiti, a causa di un servizio sull'Espresso per il quale il funzionario istruttore proporrà la destituzione". Il verdetto arriverà in settembre, ma questa volta la poliziotta sarà difesa dal Siulp nazionale. "Spero che mi diano al massimo altri sei mesi di sospensione - confessa - io amo il mio lavoro. Però rifarei tutto, valeva la pena affrontare un argomento così spinoso per combattere le discriminazioni sessuali sul lavoro".

Fonte:
Il Corriere Del Veneto

giovedì 2 luglio 2009

L'INDIA DEPENALIZZA L'OMOSESSUALITA'

L'Alta Corte di Nuova Delhi ha stabilito che i rapporti sessuali tra adulti consenzienti dello stesso sesso non devono più essere ritenuti un reato in India. La giustizia indiana elimina così una legislazione ereditata dal colonizzatore britannico che vietava l'omosessualità in quanto ''contro natura''. L'articolo 377 del Codice Penale indiano, che punisce i rapporti omosessuali tra adulti consenzienti, costituisce una ''violazione dei diritti fondamentali'' della Costituzione Indiana, si legge nella sentenze dell'Alta Corte, citata dall'agenzia ufficiale Press Trust of India. Anche se la sentenza non ha portata giurisprudenziale per l'intero Paese, i giudici hanno spiegato che l'articolo 377 del codice penale non dovrà più essere applicato nell'insieme dell'India in caso di rapporti omosessuali tra ''adulti consenzienti in ambito privato'', ha spiegato all AFP Tripti Tandon, avvocato di un'associazione di difesa dei diritti degli omosessuali. La legge punisce con dieci anni di reclusione l'omosessualità e in particolare la sodomia, anche se la legislazione è applicata molto raramente. ''Per il momento, la sentenza si applica solo alla giurisdizione di Nuova Delhi, ma la sua applicazione è enorme e servirà da riferimento ai quattro angoli del Paese'', ha assicurato l'attivsta Gautam Bhan.

Fonte: asca

martedì 30 giugno 2009

GENOVA PRIDE 2009 - LE FOTO E IL RACCONTO

Due sono le cose che di questo Genova Pride 2009 rimarranno indelebili nella mia mente.
Primo, aver battuto qualsiasi record di resistenza mai avvenuto nella mia vita. Ovvero essere rimasto in piedi (nel vero senso della parola) per esattamente 31 ore! Perfettamente sveglio senza accusare colpi di sonno e senza neanche aver dovuto buttare giù nel mio corpo qualche sostanza sintetica! Non che ne facessi uso, sia chiaro...
Secondo, il calore, l'affetto e l'accoglienza dei genovesi e degli amici genovesi conosciuti grazie a Diè. Un'esperienza magnifica, unica e irripetibile che difficilmente cadrà nell'oblio.
Fino a qualche giorno fa conoscevo Genova solo sulla cartina, e grazie a
Google Street View avevo visitato virtualmente anche qualche strada principale. Non c'ero mai stato e l'idea di un pride in una città che non conoscevo mi intrigava parecchio. Così già dall'anno scorso contavo i giorni e speravo che la data fissata, quella del 13 giugno e poi quella del 27, arrivasse il più presto possibile.

Alle 09.55 ad attendermi al binario 18 della Stazione di Genova Piazza Principe c'era Diego. Peccato che non l'abbia visto e abbia proseguito dritto per l'uscita principale. Lui continuava a chiamarmi ma il mio BlackBerry si era impallato. Riusciamo finalmente ad incontrarci. Che entusiasmo! Alle 10 del mattinola stazione era già piena zeppa di bandiere ufficiali del Genova Pride e di "colleghe" giunte da qualsiasi parte d'Italia che incominciavano a socializzare. Con Diego facciamo una veloce colazione e andiamo a posare il mio trolley a casa sua. Ad attenderci sua mamma Lucia. ME-RA-VI-GLIO-SA! Ed è proprio qui che incomincio a realizzare che quella che mi si prospetta sarà una giornata incredibile. Non vi sto a raccontare tutti i dettagli dell'inconto perchè potrei dedicare un capitolo di un libro solo per quello. Vi dico solo che per brindare al mio arrivo è stata stappata una bottiglia di vero champagne francese!!!
Ci diamo una veloce rinfrescata e con la funicolare raggiungiamo alcuni amici di Diego e consorte in una trattoria del centro genovese. Ma quant'è bella Genova! Ne sono rimasto ammaliato. Sorpreso e stupito. I suoi palazzi, le sue fontane, i suoi vicoli. Quell'odore di mare che mi ha riportato per un attimo a Bari. Un mix di architettura ben amalgamato che ricorda un pò Roma, un pò Londra, un pò Firenze, un pò Bologna, un pò Bari. Bellissima!

Subito dopo pranzo raggiungiamo Byb e Lore! che già da qualche ora vagano per i vicoletti della città vecchia. Byb mi consegna la maglietta "We Are family" (che vedete nelle foto) ordinata qualche settimana prima QUI e incominciamo a dirigerci verso la Stazione di PP dove incontriamo altri amici di Diego. Ed è qui che Diego mi presenta alcune sue amiche, Gianluca e Matteo senza sapere che da li a poco il trio SuperPop-Diego-Matteo ne avrebbe combinata di ogni senza mai perdersi di vista un secondo. Dopo, tutti insieme, raggiungiamo Piazza del Principe, luogo di partenza della manifestazione.
L'impatto visivo non mi sembrava granchè. Vuoi perchè la strada era un pò stretta, vuoi perchè eravamo tutti ammassati ma non si riusciva a capire quanta gente ci fosse. Mi sembrava poca. Appena il corteo è partito ho dovuto subito cambiare idea. Una fiume in piena. Gente ammassata e arrampicata ovunque. Balconi in festa pieni di bandiere. Gente comune cha applaudiva, cantava, ballava...si divertiva e soprattutto partecipava. I negozianti sembrano avessero dato del loro meglio. Vetrine tematiche addobbate per l'occasione, cartelli di benvenuto, sconti...Wow! Mi ricordava molto quanto accadde il 7 Giugno 2003 al Bari Pride. Ma Genova e Bari sono molto simili. Due città di mare. Due porti importanti e si sa che le città portuali sono più aperte ad accogliere gente...
Durante il corteo perdiamo di vista
Byb e Lore! ma incontriamo Gios81 con i capelli rasati a zero. Cantiamo, balliamo, corriamo e gridiamo all'inverosimile appena imbocchiamo la galleria Giuseppe Garibaldi che ci porterà dall'altra parte della città. I coriandoli intanto vengono lanciati da ogni parte. Tonnellate di carta colorata che abbiamo appiccicata ovunque. Nella maglietta, nei calzini...addirittura negli slip. Dopo più di 4km, alle 21.30, stremati, arriviamo in Piazza De Ferrari. Dopo esserci ripostai un pò ascoltando le parole dei vari comizi decidiamo di andare a mangiare in un ristorante cinese lì vicino. La cena è indimenticabile. Carichi di adrenaliana, cantiamo un pò di tutto. Da Evita a Chantal, Da Cristina D'Avena ad Amanda Lear passando per le sigle dei cartoni animanti e i neomelodici napoletani. "Lucy May" forever!!

Dopo un breve giro per la città, verso l'1.20 arriviamo alla Fiera di Genova dove si teneva la festa conclusiva del Pride. Durante la coda chilometrica ma scorrevole, ricevo una telefonata.
Era
Gipris che mi aveva riconosciuto. Wow! Che bella sorpresa. Mai avrei pensato di incontrarlo quella sera. Peccato non aver scattato nessuna foto insieme. Non c'ho pensato proprio. Comunque ragazzi, confermo essere lui nelle fotografie. E' vero! Nessun fotomontaggio :-))
Entiamo in fiera... il DELIRIO più totale! Sembrava una mega astronave con centinaia e centinia di gente. Mai vista una roba simile!!!!! Saremmo usciti di li "solo" quasi 5 ore dopo!!!!

Anche qui il trio SuperPop-Diego-Matteo ne ha combinata di ogni e questa volta qualche video lo testimonia... ma lasciamo stare.....
Alle 6 del mattino salutiamo tutti e cerchiamo disperatamente un bar dove poterci riempire di caffeina. Dopo un veloce giro per la città, caffè, briosce e un paio di copie del
Secolo XIX "gentilmente offerte" da un edicolante ancora chiuso, alle 7, rientriamo a casa riprendo velocemente il mio trolley e un taxi mi porta alla stazione dove il mio EuroCity delle 8.19 mi ha riportato a Milano.
Con il motto "Pulito Si, Fatica No" si è concluso anche questo Pride. Non smetterò mai di ringraziare abbastanza Diego e Matteo per questo indimenticabile "Tour De Force" e mi spiace non aver potuto vivere queste emozioni con l'unica persona che veramente amo dippiù al mondo, "mio marito" assente giustificato poichè era a Torino per lavoro. Non c'è stato un solo minuto che non abbia pensato a lui e a come poteva essere tutto ancora più bello se questa esperienza fosse vissuta insieme.
All'anno prossimo!

Per motivi di spazio ho raccolto tutte le foto in un'unica gallery disponibile QUI o cliccando sul quadratino/banner dopo una delle foto sotto.

Byb, SuperPop e Lore!








Gios81 e SuperPop

Matteo, SuperPop e Diego


SuperPop e Naomi

SuperPop, Diego, Naomi e Gianluca

Diego, SuperPop e Matteo

Matteo, SuperPop, Diego e Gianluca