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venerdì 5 giugno 2009

IL QUEEN OF COMEDY A CLAUDIA GERINI

Domani, sabato 6 giugno alle 20.30 durante il 23° Festival Mix di Milano si terrà la quarta edizione del premio "Queen of Comedy", assegnato, in collaborazione con il canale satellitare di MTV Comedy Central, assegnato ad una delle protagoniste indiscusse della commedia nazionale o internazionale.
Tra le Queens del passato l'attrice almodovariana
Carmen Maura, Angela Finocchiaro, la felliniana Sandra Milo e lo scorso anno la ragazza della tv Cinzia Leone.
Quest'anno la Queen è
Claudia Gerini.
Ecco alcuni passi di un'intervista telefonica rilasciata al Corriere Della Sera:

Lei è tra le poche italiane ad avere interpretato un ruolo gay. In una commedia prima poco vista, poi diventata un mezzo cult.
"Vero. 'La vespa e la regina', uscì nell’indifferenza generale in agosto, dieci anni fa. Era una delle prime pellicole 'leggere' italiane ad affrontare l'omosessualità femminile. Mi sono divertita a calarmi nei panni di una rockettara lesbica foggiana che aveva una 'storia' con un gay. Era Pere Ponce, e il film mi ha fatta conoscere in Spagna. Allegato a una rivista, ha venduto moltissimo. E mi ha fatto salire nella considerazione gay".

Le fa piacere il premio?
"Immenso. La sensibilità del pubblico gay è raffinatissima e 'difficile'. Il premio onora il rapporto di complicità che ho con tutti i miei amici gay, dichiarati e non... Anche se non credo di avere quelle caratteristiche da diva delle icone gay: non sono viziata, non mi atteggio".

Ma un'icona gay è sempre in una posizione privilegiata tra il trasmettere il suo essere donna e l’essere femmina. Qui ci siamo, no?
"In questo senso direi di sì. E poi, dopo 'Diverso Da Chi' con Luca Argentero, ho fatto un pò l'en plein delle situazioni cinematografiche gay... Comunque farò di tutto per arrivare alla serata della premiazione come una vera diva. Anche col pancione".

Maschio o femmina?
"Un'altra femmina, dopo Rosa, un'altra 'queen' in sedicesimo".

Sul lavoro lei resta inarrestabile, vero?
"Dopo il disco, ho finito un film per il cinema diretto da Luis Prieto (regista di 'Ho Voglia Di Te', sequel di 3MSC): 'Meno Male Che Ci Sei', tratto dal libro di Maria Daniela Raineri, dove divento amica di una ragazzina che dopo l'improvvisa scomparsa dei genitori scopre che ero l'amante di suo padre. Poi un film in due parti per Rai Uno, tutto al femminile".

La sua icona gay?
"Penso Madonna, che è stata un pò la mia maestra. E Monica Vitti. Non so se sia un'icona gay, presumo di sì. Anche oggi che è tristemente lontana dalle scene, resta la più grande delle nostre attrici. Lo dico qui per la prima volta: il mio premio lo dedico a lei".

lunedì 23 marzo 2009

VISTO NEL WEEKEND: DIVERSO DA CHI?

Diverso Da Chi? Da cosa? Da niente. Purtroppo…
Il film è girato bene (Umberto Carteni). Grande budget. Bella fotografia, bel montaggio, ottima colonna sonora, cospicuo product placement. E' recitato benissimo. Claudia Gerini è talmente brava che l'avrei candidata all'Oscar ("Orange?"). Credo sia la sua migliore interpretazione in assoluto. I due protagonisti maschili (Luca Argentero e Filippo Nigro) sono talmente belli che bucano lo schermo e provocano non pochi voli pindarici nel limbo delle fantasie più sfrenate. Fatte queste premesse arrivo al sodo e non sto qua a raccontarvi la storia nei minimi dettagli perchè è facilmente reperibile online. Il film volendo non è male ma non mi ha convinto. Ritengo che il suo messaggio possa essere facilmente travisato (grazie anche all'effetto Povia all'ultimo Festival di Sanremo), inducendo a credere che in un certo qual modo una sorta di "guarigione" esista. Sia chiaro, nel film non si parla di guarigione e non ve n'è alcun riferimento o intenzione. Il finale però lascia aperta una questione delicata che dà involontariamente spazio a varie letture ed interpretazioni. Con occhio di attivista, di gay "affermato" o conoscitore della realtà GLBT, il film assume quelle che a mio avviso erano le reali intenzioni iniziali del regista e dello sceneggiatore, ovvero una commedia leggera che ha come protagonista una coppia gay. Coppia gay che vive felicemente e "normalmente" (odio terribilmente questo termine ma qui è d'obbligo) la loro relazione tanto che la "tragedia", con relativi equivoci, nasce dal dover nascondere una pseudo relazione eterosessuale. Letto invece con gli occhi dell'italiano medio "estraneo ai fatti", che vede e segue con piacere "Porta A Porta", che non è a conoscenza del fatto che il TG4 trasmette su frequenze utilizzate illegalmente e non cambia stazione quando alla radio sente Povia, c'è il rischio che venga distorta tutta la verità intrinseca del film riducendo l'omosessualità a becera macchietta da avanspettacolo..
Ritengo che, mai come oggi, anche e soprattutto nelle commedie, bisogni educare il pubblico all'omosessualità, portandolo a sviluppare una coscienza critica fino ad ora crogiolata nell'indifferenza, nella commiserazione o nell'osservazione asettica dell'evidenza dei fatti. Il film ha parecchi spunti e stimoli che lo rendono per questo ammirevole. Ho la sensazione che vengano buttati lì, lasciati al caso, dati in pasto allo spettatore che ne adotta libera interpretazione.
Su tutto però mi ha veramente infastidito una cosa. Leggere alla fine dei titoli di coda "…con il patrocinio dei ARCIGAY e ARCILESBICA" con tanto di loghi e celebrazione annessa! L'ho ritenuto alquanto inappropriato. Un'inutile propaganda politica. Ancora una volta Arcigay ha voluto detenere il monopolio su qualcosa che non gli appartiene ma sulla quale ha voluto metter mani solo per il semplice fatto che fosse legata alla realtà gay.
Mi spiace solo che sia stata sprecata un'occasione simile.