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lunedì 5 ottobre 2009

RICCARDO SCAMARCIO GAY NEL NUOVO FILM DI OZPETEK

Riccardo Scamarcio, il sex symbol più amato dalle adolescenti italiane, interpreterà un omosessuale nel nuovo film di Ferzan Ozpetek: "Mine Vaganti". Le riprese sono iniziate in Salento, dove la pellicola sarà integralmente ambientata.Il regista di origini turche, che studia e lavora in Italia dalla fine degli anni '70, torna così a trattare il tema caro dell'omosessualità, già in primo piano in altri suoi successi come: "Il Bagno Turco" (1997), "Le Fate Ignoranti" (2001) e "Saturno Contro" (2007).
Un argomento reso ancora più attuale dai tragici fatti di cronaca che hanno scosso l'Italia nelle ultime settimane.Scamarcio, reduce dalla delusione veneziana di "
Il Grande Sogno" (la sua interpretazione è stata giudicata da molti, incluso "Variety", troppo severamente), sarà Tommaso Cantone, un figliol prodigo che torna in famiglia dopo molti anni di assenza. Ad attenderlo il padre (Ennio Fantaschini), la madre (Lunetta Savino), la zia (Elena Sofia Ricci), il fratello Antonio (Alessandro Preziosi) e l'amica d'infanzia Alba (Nicole Grimaudo). Un nucleo disfunzionale che non solo ha gravi difficoltà nel comprendere la sua sessualità ma vorrebbe anche obbligarlo a lavorare al fianco di Antonio nel pastificio di famiglia. Scritto dal regista insieme ad Ivan Cotroneo, il film avrà numerose sfumature comiche: "Con questo film dopo anni getto uno sguardo, spero più maturo ma anche più divertente, sul grande tema della famiglia", ha dichiarato il regista Ferzan Ozpetek.

mercoledì 5 agosto 2009

"A SINGLE MAN" DI TOM FORD AL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA

Ne avevo gia parlato QUI lo scorso novembre, adesso "A Single Man" film che vede Tom Ford debuttare come regista, arriva alla sessantaseiesima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Il film è tratto dal bellissimo romanzo del 1964 di Christopher Isherwood, "Un Uomo Solo", e narra di George, un professore gay inglese, che dopo la morte del suo compagno comincia una vita ordinaria da single a Los Angeles. Nel cast Colin Firth, Julianne Moore e Matthew Goode.

venerdì 12 giugno 2009

I VINCITORI DEL 23° FESTIVAL MIX DI MILANO

A riprova che il "Festival Mix" di Milano va oltre i generi, identitari e cinematografici, senza porre limiti alle commistioni/contaminazioni dei mezzi espressivi, un film prodotto per la televisione ha sbaragliato senza difficoltà i concorrenti: vince infatti la 23a edizione "Sa Raison D'être" di Renaud Bertrand, regista dello sbarazzino "Clara Sheller", vera e propria saga di tre ore trasmessa dalla tv francese in due puntate. Accostato a "I Testimoni" di Téchiné per le tematiche affrontate, "Sa Raison D'être" è un ambizioso affresco che attraversa vent'anni (1981-2001) nella vita di una famiglia francese allargata: Nicholas e sua sorella Isabelle sono due ventenni medio borghesi entrambi innamorati di un avvenente falegname, Bruno. Quando Isabelle muore accidentalmente, vittima non predestinata di un attentato politico, saranno proprio Nicholas e Bruno a crescere il bimbo di due anni di Isabelle. Intorno all’insolito nucleo ruotano altri personaggi che forniranno a loro modo solidarietà e/o un aiuto concreto quando a Bruno verrà diagnosticato l'Aids dopo una trasfusione di sangue. E proprio sulla percezione della malattia nella società, la difficoltà nel reperimento delle informazioni sull’evoluzione della malattia, il superamento dei pregiudizi omofobici è incentrata la parte meno intim(istic)a del film. La scelta della giuria sembra indirettamente e giustamente voler porre l'attenzione su quanto sia interessante la qualità di vari prodotti per il piccolo schermo d’interesse anche queer (si pensi al'eccellente "Brothers & Sisters", a "The Wire" o al recente "Mental" su Fox) e come il linguaggio cinematografico sia sempre più debitore di un'estetica Tv - e viceversa - con riferimento a format meno allineati che non necessariamente si adeguano alle esigenze "normalizzanti" di una prima serata. E non sono forse televisivi i lunghi dialoghi in campo-controcampo del canadese "Mulligans" (amori da soap in stucchevoli campi da golf) o le ligie ricostruzioni da fiction storica del lesbico "Affinity"?
Un premio speciale è andato all'onesto dramma ceco "A Country Teacher" di Bohdan Sláma su un insegnante di biologia che si trasferisce in campagna e si invaghisce non ricambiato del figlio di una contadina innamorata di lui.

"The Way I See Things" di Brian Pera, si è aggiudicato invece una menzione meritata, mentre tra i documentari ha trionfato l'eccellente "2 Volte Genitori" di Claudio Cipelletti (QUI una mia recensione) e fra i cortometraggi è emerso "Cowboy" di Till Kleinert.
Buono il bilancio di questa edizione, con aumento di pubblico che ha soddisfatto gli organizzatori e un'equilibrata varietà di proposte. All'anno prossimo!





Fonte: Gay.it

lunedì 8 giugno 2009

DUE VOLTE GENITORI

Ieri al 23° Festival MIX di Cinema Gaylesbico e Queer Culture di Milano ho visto "2 VOLTE GENITORI".
"Due Volte Genitori" è un viaggio in sei capitoli che parte da "quel giorno, quell'ora e quell'istante" in cui tutto è cambiato, il momento della rivelazione dell'omosessualità di un figlio o di una figlia. Un viaggio che traversa territori interiori impervi: all'inizio quelli della perdita, della colpa, poi quelli del bisogno di capire; i territori della conoscenza, dell'indignazione, del sesso, e quelli del confronto, della esposizione di sè, del cambiamento. Fino a quelli inattesi del "crescere da adulti" e del rinascere. Ma anche un viaggio nel nostro Paese, tra le mura domestiche delle famiglie italiane, dai figli e fratelli ai genitori, dai genitori ai nonni e poi di nuovo ai figli. Un viaggio in treno di una madre che si misura col pregiudizio, e un viaggio circolare dal Family Day a Roma, al Gay Pride nella stessa piazza dove tutto è cambiato.

Ieri sera mi sono commosso. Tanto. Come non accadeva da tempo. Alla fine della proiezione un lunghissimo ed incessante applauso ha rotto il silenzio della sala. Avrei continuato ore ed ore, in piedi, come tutti, ad applaudire non solo i protagonisti di questo viaggio ma anche tutti noi, per la forza che abbiamo, giorno dopo giorno, nell'affrontare il mondo esterno e per quel senso di ingiustizia che continua a pervadere la nostra vita. Stanting ovation ai produttori, al regista e a tutti coloro i quali hanno reso possibile la realizzazione di questo documentario.

"
Due Volte Genitori" è un film di Claudio Cipelletti prodotto da Agedo (Associazione Genitori, Parenti e Amici di Omosessuali) col finanziamento della Commissione Europea, Progetto Daphne II "Family matters - Sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche". Con la consulenza scientifica alla realizzazione e conduzione dei gruppi di Lucia Bonuccelli e Francesco Pivetta.

Il prossimo 23 Giugno, su iniziativa dell'On. Anna Paola Concia, verrà proiettato alla Camera dei Deputati e sucessivamente girerà l'Italia. I prossimi appuntamenti sono a Milano al Cinema Mexico il 30 giugno e 1 luglio (alle 20 e alle 22 ogni sera) e a Roma al Cinema Nuovo Aquila il 24 giugno alle 20:30

Per qualsiasi altra informazione e per tutte le date delle prossime proiezioni: www.duevoltegenitori.com
oppure sulla pagina Facebook raggiungibile QUI.

venerdì 5 giugno 2009

IL QUEEN OF COMEDY A CLAUDIA GERINI

Domani, sabato 6 giugno alle 20.30 durante il 23° Festival Mix di Milano si terrà la quarta edizione del premio "Queen of Comedy", assegnato, in collaborazione con il canale satellitare di MTV Comedy Central, assegnato ad una delle protagoniste indiscusse della commedia nazionale o internazionale.
Tra le Queens del passato l'attrice almodovariana
Carmen Maura, Angela Finocchiaro, la felliniana Sandra Milo e lo scorso anno la ragazza della tv Cinzia Leone.
Quest'anno la Queen è
Claudia Gerini.
Ecco alcuni passi di un'intervista telefonica rilasciata al Corriere Della Sera:

Lei è tra le poche italiane ad avere interpretato un ruolo gay. In una commedia prima poco vista, poi diventata un mezzo cult.
"Vero. 'La vespa e la regina', uscì nell’indifferenza generale in agosto, dieci anni fa. Era una delle prime pellicole 'leggere' italiane ad affrontare l'omosessualità femminile. Mi sono divertita a calarmi nei panni di una rockettara lesbica foggiana che aveva una 'storia' con un gay. Era Pere Ponce, e il film mi ha fatta conoscere in Spagna. Allegato a una rivista, ha venduto moltissimo. E mi ha fatto salire nella considerazione gay".

Le fa piacere il premio?
"Immenso. La sensibilità del pubblico gay è raffinatissima e 'difficile'. Il premio onora il rapporto di complicità che ho con tutti i miei amici gay, dichiarati e non... Anche se non credo di avere quelle caratteristiche da diva delle icone gay: non sono viziata, non mi atteggio".

Ma un'icona gay è sempre in una posizione privilegiata tra il trasmettere il suo essere donna e l’essere femmina. Qui ci siamo, no?
"In questo senso direi di sì. E poi, dopo 'Diverso Da Chi' con Luca Argentero, ho fatto un pò l'en plein delle situazioni cinematografiche gay... Comunque farò di tutto per arrivare alla serata della premiazione come una vera diva. Anche col pancione".

Maschio o femmina?
"Un'altra femmina, dopo Rosa, un'altra 'queen' in sedicesimo".

Sul lavoro lei resta inarrestabile, vero?
"Dopo il disco, ho finito un film per il cinema diretto da Luis Prieto (regista di 'Ho Voglia Di Te', sequel di 3MSC): 'Meno Male Che Ci Sei', tratto dal libro di Maria Daniela Raineri, dove divento amica di una ragazzina che dopo l'improvvisa scomparsa dei genitori scopre che ero l'amante di suo padre. Poi un film in due parti per Rai Uno, tutto al femminile".

La sua icona gay?
"Penso Madonna, che è stata un pò la mia maestra. E Monica Vitti. Non so se sia un'icona gay, presumo di sì. Anche oggi che è tristemente lontana dalle scene, resta la più grande delle nostre attrici. Lo dico qui per la prima volta: il mio premio lo dedico a lei".

THE WAY I SEE THINGS

Ieri ho passato una bella serata in compagnia di Byb, Lore! e Maggese riuniti per l'inaugurazione del 23° FESTIVAL MIX di Milano - Festival di Cinema Gay Lesbico & Queer Culture. Tantissima bella gente. Buona musica. Open Bar. Atmosfera straordinariamente creativa e propositiva. Tra incontri, saluti, baci, sguardi, promesse e scambi di battute mancava qualcuno di importante. Di veramente importante e la sua assenza si sentiva tutta. Avrebbe reso questa serata ancora più speciale. Ma è giustificato... e ci sarà modo di replicare.
Su tutto mi ha particolarmente colpito una frase pronunciata durante il discorso di apertura del Festival, che racchiude l'essenza della manifestazione e l'importanza di creare e supportare contenitori culturali e luoghi di aggregazioni socio-culturali: "[...] in questa città che è assolutamente assopita nella morte della creatività [...]".

lunedì 18 maggio 2009

MILANO CONTRO L'OMOFOBIA - LE FOTO








Ivan Scalfarotto


Per questa ultima foto un ringraziamento particolare a Byb

sabato 16 maggio 2009

MILANO CONTRO L'OMOFOBIA

Oggi Giornata Mondiale contro l'Omofobia, il coordinamento Milano Contro l’Omofobia ha organizzato una manifestazione unitaria cittadina che si svolgerà tra Piazza Castello e Piazza San Babila.
Questo evento nasce dalla necessità di portare in modo diretto a conoscenza della cittadinanza l'esistenza e la pericolosa ulteriore crescita dei fenomeni omofobici, sia nella loro manifestazione materiale (violenze fi siche, atti palesemente discriminatorii, ecc.) sia nella loro generale presenza nel clima socio-culturale e politico italiano. In particolare vanno sottolineate la recente bocciatura da parte del Consiglio Regionale della Lombardia della proposta di adesione alla stessa Giornata Mondiale contro l'Omofobia e la natura specifi catamente omofoba delle motivazioni addotte per tale bocciatura.
La manifestazione di Domenica 17 Maggio, ispirata ai "Day Of Silence" anglosassoni, consterà nella distribuzione da parte di volontari imbavagliati di materiale informativo appositamente realizzato (dalle ore 17.30 alle ore 19.00), e si concluderà con un sit-in silenzioso presso via dei Mercanti. Il cordinamento si sta adoperando affinché nelle immediate vicinanze della manifestazione sia allestita una mostra informativa sull’omofobia dai primi del '900 ai giorni nostri (già presente presso l'Università Bicocca dal giorno 11 al 15 di Maggio).

Per ulteriori informazioni e contatti: Francesco, cell: 348 3883413
e-mail: milanocontroomofobia@gmail.com


lunedì 23 marzo 2009

VISTO NEL WEEKEND: DIVERSO DA CHI?

Diverso Da Chi? Da cosa? Da niente. Purtroppo…
Il film è girato bene (Umberto Carteni). Grande budget. Bella fotografia, bel montaggio, ottima colonna sonora, cospicuo product placement. E' recitato benissimo. Claudia Gerini è talmente brava che l'avrei candidata all'Oscar ("Orange?"). Credo sia la sua migliore interpretazione in assoluto. I due protagonisti maschili (Luca Argentero e Filippo Nigro) sono talmente belli che bucano lo schermo e provocano non pochi voli pindarici nel limbo delle fantasie più sfrenate. Fatte queste premesse arrivo al sodo e non sto qua a raccontarvi la storia nei minimi dettagli perchè è facilmente reperibile online. Il film volendo non è male ma non mi ha convinto. Ritengo che il suo messaggio possa essere facilmente travisato (grazie anche all'effetto Povia all'ultimo Festival di Sanremo), inducendo a credere che in un certo qual modo una sorta di "guarigione" esista. Sia chiaro, nel film non si parla di guarigione e non ve n'è alcun riferimento o intenzione. Il finale però lascia aperta una questione delicata che dà involontariamente spazio a varie letture ed interpretazioni. Con occhio di attivista, di gay "affermato" o conoscitore della realtà GLBT, il film assume quelle che a mio avviso erano le reali intenzioni iniziali del regista e dello sceneggiatore, ovvero una commedia leggera che ha come protagonista una coppia gay. Coppia gay che vive felicemente e "normalmente" (odio terribilmente questo termine ma qui è d'obbligo) la loro relazione tanto che la "tragedia", con relativi equivoci, nasce dal dover nascondere una pseudo relazione eterosessuale. Letto invece con gli occhi dell'italiano medio "estraneo ai fatti", che vede e segue con piacere "Porta A Porta", che non è a conoscenza del fatto che il TG4 trasmette su frequenze utilizzate illegalmente e non cambia stazione quando alla radio sente Povia, c'è il rischio che venga distorta tutta la verità intrinseca del film riducendo l'omosessualità a becera macchietta da avanspettacolo..
Ritengo che, mai come oggi, anche e soprattutto nelle commedie, bisogni educare il pubblico all'omosessualità, portandolo a sviluppare una coscienza critica fino ad ora crogiolata nell'indifferenza, nella commiserazione o nell'osservazione asettica dell'evidenza dei fatti. Il film ha parecchi spunti e stimoli che lo rendono per questo ammirevole. Ho la sensazione che vengano buttati lì, lasciati al caso, dati in pasto allo spettatore che ne adotta libera interpretazione.
Su tutto però mi ha veramente infastidito una cosa. Leggere alla fine dei titoli di coda "…con il patrocinio dei ARCIGAY e ARCILESBICA" con tanto di loghi e celebrazione annessa! L'ho ritenuto alquanto inappropriato. Un'inutile propaganda politica. Ancora una volta Arcigay ha voluto detenere il monopolio su qualcosa che non gli appartiene ma sulla quale ha voluto metter mani solo per il semplice fatto che fosse legata alla realtà gay.
Mi spiace solo che sia stata sprecata un'occasione simile.

venerdì 27 febbraio 2009

GENOVA PRIDE 2009 E LA BATTAGLIA DELL'INFOPOINT

Da "La Repubblica Genova" di Giovedì 26 Febbraio 2009

L'Infopoint del Gay Pride (nella foto la presentazione ufficiale del logo della manifestazione) così contiguo all'asilo nido di San Donato da dover utilizzare gli stessi accessi? E poi: in quegli stessi risicatissimi 50 metri quadri in vico Mezzagalera volevano installarsi i volontari di un'associazione di sicurezza - la IPA - con il server che gestisce le telecamere. Perchè fino a fine giugno, e gratis per giunta, lì trovano ospitalità i promotori dell'incontro dell'orgoglio omosessuale? E' Lilli Lauro, battagliera consigliera biasottiana a Tursi, a buttare il sasso nello stagno, a meno di quarantott'ore dalla consegna delle chiavi del locale al Comitato Genova Pride. "Ho firmato una mozione perchè mi sembra che il Comune abbia fatto una scelta assurda e leggera - spiega lei - Quei locali erano stati già richiesti da un'associazione di volontariato che garantisce la sicurezza sul territorio: e invece, e senza nemmeno pagare i 240 euro concordati al mese, vengono assegnati ai gay fino al 30 giugno: e dopo? Che garanzie abbiamo che non vi resteranno?". Ma l'obiezione riguarda anche - e soprattutto - la vicinanza con il nido san Donato: ci sono norme che prevedono che ogni edificio scolastico abbia entrate autonome non condivise con altre realtà, è la premessa. Evidentemente, c'è il timore di scandali? "Io dico soltanto che ci sono tanti altri luoghi, che se il Comune voleva assegnare uno spazio ad Arcigay, poteva farlo altrove", ribatte la Lauro.
Durissima la risposta di Alberto Villa, neo-portavoce del Comitato Genova Pride ed ex UDC dimissionato proprio per essersi dichiarato gay. "Il centrodestra non rispecchia più nemmeno i propri elettori - attacca - Si cerca di non vedere realtà che riguardano tutti. Ed è una maniera strumentale per attaccare il sindaco Vincenzi, che ha lanciato l'idea di una Genova dei diritti che si sta dimostrando tale".
Ma soprattutto, no all'equazione gay cioè pedofili: "Io credo che i bambini debbano stare lontano dagli stupratori, i violenti - continua Villa - non da un'associazione come Arcigay, che dà insegnamenti educativi, insegna il rispetto e dà tutela a tutti: donne, bambini, persone deboli. Stia tranquilla anche Lilli Lauro: non siamo gente che dà scandalo. Siamo persone che lavorano, hanno la loro famiglia e amiamo le persone che ci sono care. Tutto qui: o è questo che dà fastidio?".
L'infopoint, peraltro - a cui si accede da un cancello oltre il quale un secondo, diverso cancello porta verso il nido di San Donato - non ospiterà che un supporto tecnico e informativo agli eventi che si svolgeranno da qui a giugno. "Non appena avremo le chiavi cominceremo ad allestirlo, e sarà facile vedere di cosa si tratta. Lo inaugureremo con un testimonial importante", avverte Riccardo Gottardi, segretario nazionale di Arcigay. Che però non svela ancora l'ultimo, fondamentale dettaglio: la data del Pride? Si risolve o no il nodo della sovrapposizione con il Corpus Domini? "Per noi resta ancora il 13 Giugno. Nel prossimo weekend incontreremo i direttivi nazionali del movimento e valuteremo se sia possibile spostarla".

lunedì 23 febbraio 2009

AND THE OSCAR GOES TO: SEAN PENN!

Sean Penn ce l'ha fatta: ha vinto il premio premio OSCAR come migliore attore protagonista in MILK si Gus Van Sant. Per Sean è stato ruolo importante, significativo e simbolico per la tutta la comunità GLBT. Milk ha vinto anche la statuetta per la migliore sceneggiatura originale.

martedì 17 febbraio 2009

IMPROVVISAMENTE L'INVERNO SCORSO: IL DVD + LIBRO

Il momento che abbiamo aspettato tanto a lungo è finalmente arrivato! Il pluripremiato docuementario "IMPROVVISAMENTE L'INVERNO SCORSO" di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, vincitore di 12 premi in festival internazionali, è finalmente arrivato nelle librerie di tutta Italia, edito da Salani - Ponte alle Grazie.
Il cofanetto DVD + Libro (€ 19,80) è stato presentato l'11 febbraio 2009, a "laFeltrinelli" di Piazza Colonna di Roma, mentre domani, mercoledì 18 Febbraio, alle 19.00, verrà presentato dagli autori allo Spazio Oberdan, in Viale Vittorio Veneto 2 a Milano. Interverranno Rosita Celentano, Maria Laura Rodotà e Maurizio Porro. L'ingresso è LIBERO fino ad esaurimento posti con cinetessera (Euro 3,00 - validità annuale).
Il prossimo 24 Febbraio il DVD sarà invece presentato a Trento, e il 28 Febbraio a Bolzano. Il 24 Marzo evento speciale proposto da Arcigay Napoli all'interno di un festival culturale.

giovedì 5 febbraio 2009

SU IRIS VA IN ONDA "IRIS ARCOBALENO" - RASSEGNA DI CINEMA GAY

IRIS, il canale del digitale free delle reti Mediaset, con Iris Arcobaleno programma - per la prima volta in chiaro, in prima e seconda serata - un'ampia rassegna di opere cinematografiche dedicate al mondo gay e lesbico.
Molto tempo è passato dai moti di
Stonewall, i violenti scontri fra omosessuali e polizia a New York, nel 1969, seguiti all’irruzione nel bar gay di Christopher Street, nel Greenwich Village. Lì nacque il movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo. Di certo il percorso compiuto da chi ha sostenuto e sostiene i diritti degli omosessuali è stato ed è irto di difficoltà e soprusi.
Una grande spinta verso la liberazione dei costumi e il riconoscimento di gay e lesbiche è certamente ispirato dal mondo del cinema. Molto, in questo senso, hanno fatto pellicole come "
Querelle de Brest", "Maurice" "Priscilla" o registi come Pedro Almòdovar e Gus Van Sant. Con "I Segreti di Brokeback Mountain", nel 2005, addirittura è arrivato l'Oscar e per l'appena uscito nelle sale "Milk", pare avvicinarsi un altro trionfo…
IRIS, propone così ben ventiquattro pellicole, alcune censurate, altre più frivole, sicuramente tutte significative per raccontare come si è evoluta la nostra società a proposito di questi temi.
Tra questi, l'
Altman di "Terapia Di Gruppo", del 1987. il Gus Van Sant di "Cowgirl - Il Nuovo Sesso", del '93 o il John Waters di "Pecker", del '98. E ancora, "Pasolini, Un Delitto Italiano", di Marco Tullio Giordana, del '95, sino al "Sai che c'è di nuovo?" di John Schlesinger, del 2000, per arrivare alla versione integrale di "My Summer Of Love" di Paul Pawlikovsky, del 2004…
Una rassegna di opere crude e smaliziate, curiose o profondamente impegnate, per ripercorrere, con l'occhio della telecamera, lo sconfinato mondo dell’universo omosessuale nelle sue infinite sfaccettature.

In realtà la rassegna è partita, un pò in sordina,mercoledì scorso 04 Febbraio con "A Wong Foo, Grazie Di Tutto Julie Newmar". Il mio film preferito.


Ecco la programmazione completa:


04 Febbraio 2009
A WONG FOO, GRAZIE DI TUTTO JULIE NEWMAR
Prima serata (Beeban Kidron - 1995)
LA MASCHERA DI SCIMMIA
Seconda serata (Samantha Lang - 2000)

11 Febbraio 2009
MY SUMMER OF LOVE
Prima serata (Paul Pawlikovsky - 2004)

INFAMOUS - UNA PESSIMA REPUTAZIONE
Seconda serata (Douglas McGrath - 2006)

18 febbraio
PRIMA CHE SIA NOTTE
Prima serata (Julian Schnabel - 2000)
BOUND - TORBIDO INGANNO
Seconda serata (Andy Wachowski, Larry Wachowski - 1996)

25 febbraio 2009
SAI CHE C’È DI NUOVO?
Prima serata (John Schlesinger - 2000)
EVERYTHING BUT TOGETHER - TUTTO SOMMATO
Seconda serata (Marc Forster - 2000)

4 marzo 2009
IN CERCA DI AMY
Prima serata (Kevin Smith - 1997)
AUTO FOCUS
Seconda serata (Paul Schrader - 2002)

11 marzo 2009
L'ALTRA META'DELL'AMORE
prima serata (Léa Pool - 2001)
MY SUMMER OF LOVE - Versione Integrale -
Seconda serata (Paul Pawlikovsky - 2004)

18 marzo 2009

SCANDALO A LONDRA
Prima serata (Ian Iqbal Rashid - 2003)

25 marzo 2009

THIRTEEN - 13 ANNI
Prima serata (Catherine Hardwicke - 2003)

1 aprile 2009
RENT
Prima serata (Chris Columbus - 2005)

8 aprile 2009
KISSING JESSICA STEIN
Prima serata (Charles Herman-Wurmfeld - 2001)

15 aprile 2009
KINSEY
Prima serata (Bill Condon - 2004)

22 aprile 2009
LE FATE IGNORANTI
Prima serata (Ferzan Ozpetek - 2001)

29 aprile 2009
THE WEEKEND
Prima serata (Brian Skeet - 1999)

6 maggio 2009
L'OGGETTO DEL MIO DESIDERIO
Prima serata (Nicholas Hytner - 1998)

13 maggio 2009
COWGIRL - IL NUOVO SESSO
Prima serata (Gus Van Sant - 1993)

20 maggio 2009
TERAPIA DI GRUPPO
Prima serata (Robert Altman - 1987)

27 maggio 2009
PASOLINI, UN DELITTO ITALIANO
Prima serata (Marco Tullio Giordana - 1995)

3 giugno 2009
PECKER
Prima serata (John Waters - 1998)

10 giugno 2009
GLI OCCHIALI D'ORO
Prima serata (Giuliano Montaldo - 1987)

venerdì 16 gennaio 2009

SEAN PENN in copertina su VANITY FAIR

Sean Penn è in copertina su "VANITY FAIR" Italia di questa settimana. N°3 del 21 Gennaio 2009 .
L'attore americano racconta il suo ruolo nell'ultimo fil di Gus Van Sant in cui interpreta Harvey Milk, il primo politico apertamente omosessuale. "Ai miei figli ha dato fastidio la scena in cui bacio James Franco".

Nel suo ultimo, acclamatissimo ruolo - quello di protagonista del film di Gus Van Sant - MILK -Sean Penn dà vita a un uomo estroverso, generoso, innamorato della vita, che con Jeff Spicoli (il suo primo ruolo importante nel film del 1982 dedicato al mondo del surf "Fuori Di Testa") ha più di una cosa in comune. E' la storia di un uomo realmente esistito: Harvey Milk, hippie tardivo emigrato a San Francisco all’inizio degli anni settanta con il suo amante Scott Smith (James Franco), convertito alla causa dei diritti gay, primo politico apertamente omosessuale a essere eletto in America, eroe e icona del movimento dei diritti civili, ucciso dopo una troppo breve carriera dal rivale Dan White (interpretato nel film da uno straordinario Josh Brolin). Di questo e di molto altro Sean Penn ha parlato con Vanity Fair Italia - che gli dedica la copertina in edicola dal 14 gennaio.

Non la si vedeva sorridere tanto in un film dai tempi del Jeff Spicoli di Fuori Di Testa. "Non mi piacciono i miei denti (ride)".

E' interessante vederla interpretare un personaggio così aperto, così pronto ad abbracciare il mondo e il prossimo. Perchè il pubblico si è fatto di lei un'idea diversa. "Immagino di sì. Ma quando sei una persona conosciuta, in un certo senso è meglio avere quel tipo di reputazione. Tiene le mosche alla larga". Un grande tema di Milk è l’ottimismo americano, che di questi tempi è raro. "E quando muore la speranza, è finita davvero: questo penso, a dispetto del cinismo che mi gira nel cervello, quando penso a Barack Obama. Se c’è qualcuno che quella speranza la può incarnare di fronte alla gente, è sempre una buona cosa". E' stato un evento emozionante, per lei, l’elezione di Obama? "Molto. Ho pianto. Non mi sono speso pubblicamente, ma non ho mai dubitato che l’avrei votato. Molti di noi hanno pensato: finalmente un presidente degno del Ventunesimo secolo. Penso che, a differenza di Clinton, sia un uomo buono. E che, a differenza di Bush, sia un uomo intelligente. E per quanto io sia in disaccordo con molte delle sue politiche – quelle che ha annunciato, almeno – non credo di aver mai pronunciato nella vita le parole “il mio presidente”. E questa volta non vedo l’ora di pronunciarle".

L’America è molto cambiata dai tempi di Milk. Quella era l’America delle battaglie per i diritti civili. "Ma ricordo di aver detto a Gus e Lance (Gus Van Sant, il regista, e Lance Black, lo sceneggiatore, ndr), quando abbiamo iniziato a lavorare al film due anni fa: il fumo sta per sollevarsi. Il Paese è stato distratto più a lungo rispetto ad altre volte, ai diritti non si pensava più - alle pari opportunità, ai diritti civili, alla tutela dei malati di Aids - , ma le cose stanno per cambiare. Quando ho visto il documentario che gli è stato dedicato (The Times Of Harvey Milk, ndr), ho pensato che mi dispiaceva non averlo conosciuto. Poteva essere un mio vicino, un politico della mia città. Gus me ne aveva parlato la prima volta una decina di anni prima, e voleva sapere se la parte mi interessava. Poi non ne avevo più saputo niente, fino a due anni fa".

Pensa sia stato meglio aspettare? "Sì, perché Milk aveva 47 anni quando l’hanno ucciso, e io avevo la stessa età quando l’ho interpretato. Meno ore al trucco. Molto meglio". Così lo sentiva più vicino? "Sì, ma la trasformazione c’è comunque, e spesso è una cosa difficile. Alejandro (González Iñárritu, ndr) mi aveva proposto la parte che poi ha interpretato Brad Pitt in Babel. Ho rifiutato: non me la sentivo di girare un film dove in ogni scena c’è mia moglie moribonda in mezzo al nulla. Pitt è stato bravissimo, quando l’ho visto gli ho fatto i complimenti e lui mi ha risposto: brutto stronzo, ho capito perché avevi detto no".

Questo film passerà alla storia come "il film dove Sean Penn bacia un uomo". James Franco, per la precisione. "Ai miei figli (una ragazza, Dylan, 17 anni, e un ragazzo, Hopper, 15, avuti dalla moglie Robin Wright Penn, ndr) l’ho messa in un altro modo: è James Franco a baciare Sean Penn. A mio figlio dava fastidio che io baciassi James Franco. A mia figlia, invece, dava fastidio che James Franco baciasse me". Siamo in piena stagione di premi cinematografici. Che cosa ha visto? Che cosa l’ha colpita? "Gomorra. Credo abbia buone possibilità".


Su quest'ultima affermazione, evidentemente si sbagliava!

lunedì 29 dicembre 2008

VISTO NELLE FESTE: BABY LOVE

Non ho mai capito perchè il doppiaggio dei film francesi non è perfetto così come quelli in lingua inglese. A parte questo futile dettaglio il film è veramente brutto. Pesante. Zeppo di clichè. Lento e male articolato tanto da renderlo a dir poco FASTIDIOSO.

mercoledì 24 dicembre 2008

GAY CHRISTMAS TREE

venerdì 5 dicembre 2008

BRAD PITT, GEORGE CLOONEY E I BALLERINI MASCHI

Ellen Degeneres intervista Brad Pitt in collegamento via satellite e parlando di come Ellen non riesca ad avere il suo amico George Clooney in studio, Brad si lascia un pò andare:
Ellen Degeneres: "Abbiamo provato di tutto per acchiapparlo, gli abbiamo mandato le modelle di Victoria’s Secrets. gli abbiamo mandato Miss America. Gli abbiamo mandato Kate Hudson.Gli abbiamo mandato regali. Gli abbiamo decorato il bungalow per Halloween. Ma non serve a nulla!"
Brad Pitt: "E' questo il problema... chiamate un paio di ballerini e sarà vostro... Tre, quattro... non meno di tre. E uno deve essere biondo".
Bene. Adesso abbiamo capito i gusti di George! ;-)