Disponibile dal 26 agosto in homevideo, l'acclamato esordio di Umberto Carteni è ambientato in una provincia del nord-est italiano, dove Piero (Argentero), brillante trentacinquenne gay, per un errore di calcolo si ritrova in corsa per la candidatura a sindaco. Per frenare la sua vena progressista, gli viene affiancata Adele (Claudia Gerini), fiera paladina dei valori tradizionali. Gli opposti principi dei due protagonisti inizialmente si scontrano, ma poi finiranno per attrarsi, trascinando Piero e Adele in una travolgente quanto improbabile relazione.
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mercoledì 16 settembre 2009
LUCA ARGENTERO E FILIPPO NIGRO OGGI ALLA FELTINELLI DI ROMA
Disponibile dal 26 agosto in homevideo, l'acclamato esordio di Umberto Carteni è ambientato in una provincia del nord-est italiano, dove Piero (Argentero), brillante trentacinquenne gay, per un errore di calcolo si ritrova in corsa per la candidatura a sindaco. Per frenare la sua vena progressista, gli viene affiancata Adele (Claudia Gerini), fiera paladina dei valori tradizionali. Gli opposti principi dei due protagonisti inizialmente si scontrano, ma poi finiranno per attrarsi, trascinando Piero e Adele in una travolgente quanto improbabile relazione.
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lunedì 23 marzo 2009
VISTO NEL WEEKEND: DIVERSO DA CHI?
Il film è girato bene (Umberto Carteni). Grande budget. Bella fotografia, bel montaggio, ottima colonna sonora, cospicuo product placement. E' recitato benissimo. Claudia Gerini è talmente brava che l'avrei candidata all'Oscar ("Orange?"). Credo sia la sua migliore interpretazione in assoluto. I due protagonisti maschili (Luca Argentero e Filippo Nigro) sono talmente belli che bucano lo schermo e provocano non pochi voli pindarici nel limbo delle fantasie più sfrenate. Fatte queste premesse arrivo al sodo e non sto qua a raccontarvi la storia nei minimi dettagli perchè è facilmente reperibile online. Il film volendo non è male ma non mi ha convinto. Ritengo che il suo messaggio possa essere facilmente travisato (grazie anche all'effetto Povia all'ultimo Festival di Sanremo), inducendo a credere che in un certo qual modo una sorta di "guarigione" esista. Sia chiaro, nel film non si parla di guarigione e non ve n'è alcun riferimento o intenzione. Il finale però lascia aperta una questione delicata che dà involontariamente spazio a varie letture ed interpretazioni. Con occhio di attivista, di gay "affermato" o conoscitore della realtà GLBT, il film assume quelle che a mio avviso erano le reali intenzioni iniziali del regista e dello sceneggiatore, ovvero una commedia leggera che ha come protagonista una coppia gay. Coppia gay che vive felicemente e "normalmente" (odio terribilmente questo termine ma qui è d'obbligo) la loro relazione tanto che la "tragedia", con relativi equivoci, nasce dal dover nascondere una pseudo relazione eterosessuale. Letto invece con gli occhi dell'italiano medio "estraneo ai fatti", che vede e segue con piacere "Porta A Porta", che non è a conoscenza del fatto che il TG4 trasmette su frequenze utilizzate illegalmente e non cambia stazione quando alla radio sente Povia, c'è il rischio che venga distorta tutta la verità intrinseca del film riducendo l'omosessualità a becera macchietta da avanspettacolo..
Ritengo che, mai come oggi, anche e soprattutto nelle commedie, bisogni educare il pubblico all'omosessualità, portandolo a sviluppare una coscienza critica fino ad ora crogiolata nell'indifferenza, nella commiserazione o nell'osservazione asettica dell'evidenza dei fatti. Il film ha parecchi spunti e stimoli che lo rendono per questo ammirevole. Ho la sensazione che vengano buttati lì, lasciati al caso, dati in pasto allo spettatore che ne adotta libera interpretazione.
Su tutto però mi ha veramente infastidito una cosa. Leggere alla fine dei titoli di coda "…con il patrocinio dei ARCIGAY e ARCILESBICA" con tanto di loghi e celebrazione annessa! L'ho ritenuto alquanto inappropriato. Un'inutile propaganda politica. Ancora una volta Arcigay ha voluto detenere il monopolio su qualcosa che non gli appartiene ma sulla quale ha voluto metter mani solo per il semplice fatto che fosse legata alla realtà gay.
Mi spiace solo che sia stata sprecata un'occasione simile.
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